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Editoriali

Soldi, nomi, progetti e ambizioni: quale futuro per l’Atalanta?

Di Redazione31 maggio 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
I tifosi nerazzurri aspettano certezze

I tifosi nerazzurri aspettano certezze

BERGAMO – Maggio, fortunatamente, è quasi finito. Mese di verdetti, calcisticamente parlando. Mese di progetti, di ipotesi, di voci legate a partenze e nuovi arrivi. L’Atalanta? Tutto fermo, immobile, congelato. Stride un po’, l’ultimo sostantivo, pensando ai primi caldi che accompagnano le serate bergamasche. Stride un po’, pensando al calore e alla passione che di solito avvolgono la Dea nerazzurra.

Siamo impegnati da due settimane nella stesura di analisi, nella registrazione di indiscrezioni, nell’inseguimento di voci e smentite. Allunghi l’orecchio cercando lo spiffero giusto, mai come questa volta però arrivano segnali opposti. Voci contrastanti. Conferme e smentite che si annullano.

Nemmeno la logica, a dire il vero, aiuta troppo. Acquistare l’Atalanta dai Ruggeri, il 74% del pacchetto azionario, è un investimento di almeno 30 milioni di euro. Quindici servono per il passaggio di mano, altrettanti sono necessari per il disavanzo previsto nella stagione di serie B 2010/2011.

Sono numeri che girano da giorni, mi direte. Sono l’unica cosa certa che possiamo ribadire, aggiungo io. E non si parla di un dettaglio debole: tutti parlano e cercano di immaginare nomi, la realtà dei fatti dice che servono tanti quattrini per fare il grande passo in un momento in cui molti esperti economisti affermano che il sodalizio nerazzurro non è un buon investimento.

Le ultime indiscrezioni, riportate su BergamoSera.com lo scorso venerdì, dicono che siamo alle battute finali. Altri segnali emersi sabato, confermano il contratto di acquisto per 15 milioni già depositato e firmato dalla controparte in attesa che anche i Ruggeri sottoscrivano. Si parla di una cordata, nessuno però conosce con certezza i nomi che la compongono. “Sono stati molto bravi a nascondersi” commentava un amico al telefono. “Non c’è nessuna cordata, solo Percassi può subentrare” ribatteva un’altra voce.

Sinceramente, è difficile prendere una posizione. L’imprenditore di Clusone è l’unico attore per cui si hanno dati certi. Ha fatto la sua offerta, direttamente a casa Ruggeri la mattina di Atalanta-Palermo, dopo aver visionato in dettaglio tutte le carte societarie. Ha manifestato l’amore per la maglia, è stato presidente in passato e anche dal punto di vista finanziario può reggere l’urto senza intoppi.

Dall’altra parte c’è un misterioso gruppo orobico. Il consigliere Begnini, si vocifera, è stato molto impegnato negli ultimi dieci giorni alla ricerca di amici intenzionati a mettersi assieme per subentrare: disponibilità minima un milione di euro. Ci sarà riuscito? Avrà pescato il jolly ai più sconosciuto? Staremo a vedere.

Ultima opzione, forse la meno probabile ma comunque sempre possibile: restano i Ruggeri. Venerdì pomeriggio, in gran segreto, c’è stato un incontro per lo stadio alla Grumellina. Presenti tutte le parti in causa, tranne l’Albinoleffe. C’era anche Francesca Ruggeri. Domanda: anche se l’incontro era preliminare e conoscitivo, come mai il giorno prima di un week-end che secondo molti sarebbe stato decisivo, un rappresentante così importante della proprietà uscente si è seduto ad un tavolo per discutere dello stadio? Investimento, lo ricordiamo, che si aggira sui 35-40 milioni di euro e che necessità di un progetto finanziario adeguato.

Altro dettaglio, per nulla trascurabile. All’inizio della scorsa settimana, da Bergamo è stato contattato il possibile nuovo direttore sportivo. Non c’è ancora il nome, la riservatezza sembra diventata un must in questo periodo, ma la chiamata è sicuramente partita: è un segnale che gli attuali proprietari stanno decidendo già per il domani oppure quel nome è trasversale rispetto a chi sarà il padrone dell’Atalanta?

Economicamente parlando, per il sodalizio orobico servono una montagna di soldi. Sia da parte di chi vuole comprare (30 milioni solo per partire, poi c’è un progetto da costruire per la risalita), sia da parte di chi vuole continuare: disavanzo (13-15 milioni), stagione in B e stadio (35-40 milioni) non sono ipotesi ma crude realtà. Si parla di euro, quelli veri. Ce ne vogliono tanti, l’incertezza è facilmente spiegabile ma ormai non è più sostenibile: diteci cosa succederà, c’è un popolo che aspetta. E che vuole la verità.

Fabio Gennari


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