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Operaio di Calolziocorte muore in un pozzo di trenta metri

Di Redazione27 maggio 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Il rendering del progetto di Porta Nuova

Il rendering del progetto di Porta Nuova

MILANO — Un operaio di 45 anni, originario di Lecco ma residente a Calolziocorte, è morto cadendo in un pozzo d’areazione in un cantiere a Milano. Intorno alle 13 i colleghi dell’uomo si erano accorti della sua scomparsa, e alcune ore dopo hanno allertato la polizia.

Gli agenti hanno trovato il corpo dell’uomo in fondo al condotto d’areazione, profondo 30 metri, largo 50 centimetri e in parte riempito d’acqua. La polizia sta cercando di ricostruire l’accaduto. Dalle prime informazioni trapelate pare che l’uomo sia morto per annegamento.

Il cantiere in questione è quello di Porta Nuova, uno dei più moderni della città nella zona della stazione Garibaldi, dove si sta costruendo un grattacielo destinato a cambiare il profilo di Milano.

L’operaio lavorava come carpentiere per la ditta Micheletti, specializzata in ferro e ferro battuto. Le indagini di Asl e Carabinieri cercheranno di capire come l’uomo sia potuto finire in un condotto di aerazione che ha una bocca d’ingresso ampia solo 50 centimetri.


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