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Il futuro di Doni? Fabio Gallo è chiaro: “Deve guardarsi dentro”

Di Redazione26 maggio 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Cristiano Doni

Cristiano Doni

BERGAMO – “Cristiano deve guardarsi dentro e decidere ascoltando il fisico. Gli stimoli. La sua mente”. Messe così, senza dare un volto a chi le ha pronunciate, queste parole sembrano il solito consiglio dato a chi, come Doni, sta meditando sul futuro. Se però è Fabio Gallo a parlare, la situazione è diversa. Radicalmente diversa.

Compagno di squadra del Cristiano nerazzurro fin dall’inizio, il regista milanese ha da sempre un rapporto speciale con Doni. Quasi fraterno. Compagni in campo, è di Gallo l’assist per il primo gol di Doni con la Dea, amici fuori. Sempre a Bergamo. Sempre vicini all’Atalanta.

Fabio Gallo, credi che Doni possa essere decisivo anche in serie B?
Per qualità lui può esserlo in qualsiasi campionato, senza nessun dubbio. Certamente deve capire se ha ancora gli stimoli per andare avanti e fare sacrifici importanti: soprattutto sotto l’aspetto fisico non è facile giocare tante partite ad alto livello. Lui può dare ancora tanto

Ma questa indecisione esiste o capisci chiaramente il giorno cui devi smettere?
A me lo ha detto il fisico. Non ho mai avuto grandi problemi di infortuni, nelle ultime due stagioni invece mi sono successe molte cose fastidiose e ho capito che il corpo mi stava dicendo che era il caso di mollare. Per lui, come per tutti i giocatori, credo sia fondamentale ascoltare le risposte che arrivano da dentro e prendere la decisione più giusta: ha dovuto convivere con i problemi ad un tendine e con altri di natura muscolare, è normale quando sei sui campi da un po’ ma bisogna considerare tutto.

Penserà solo a se stesso e al campo oppure anche l’incertezza societaria pesa?
Per me lui farà una valutazione generale. Sarà fondamentale ascoltare le risposte del fisico ma anche la situazione societaria non può essere ignorata. Credo che Cristiano prenderà una decisione solo quando tutto sarà più chiaro, magari lo ha già fatto ma aspetta il momento più giusto per comunicarlo.

Oggi in campo, domani in panchina o dietro una scrivania?
Ci ho parlato molte volte e non ho avuto l’impressione di uno che abbia voglia di andare in panchina, anche se ha una conoscenza calcistica fuori dal comune. Sono decisioni che arrivano con il tempo, quello che posso dire è che secondo la mia opinione l’Atalanta non può perdere un uomo simbolo come Cristiano Doni. In qualsiasi caso.

Il rapporto profondo con la gente e la città, rende più facile o più difficile una scelta di questo livello?
Sono certo che questa retrocessione l’ha segnato tantissimo. Abbiamo parlato molte volte durante l’anno, mi ha detto spesso di tutta la sofferenza che una débacle simile gli ha causato. Sono momenti delicati, non è facile decidere perché un conto è il rapporto che hai con la città, con la gente, con la maglia mentre diverso è ciò che il tuo fisico ti permette di fare. E’ sempre meglio smettere quando sei in un momento di salita, non quando c’è un declino palese e totale.

Il consiglio di Fabio Gallo a Cristiano Doni?
Io ho giocato fino a quando ho potuto, fino a quando sentivo la felicità di allenarmi e giocare. Se ti accorgi che non ti diverti più, che le sedute in settimana sono pesanti, che le partite non sono più una gioia completa, è meglio smettere. La pressione sarà tanta, media e tifosi spingeranno molto ma è fondamentale che sia Cristiano a gurdarsi dentro e decidere: può farlo, deve farlo, soltanto lui.

Fabio Gennari

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