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Bergamo

L’Anpar: gli avvocati male informati sulla mediazione civile

Di Redazione25 maggio 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Il tribunale di Bergamo (foto Mariani)

Il tribunale di Bergamo (foto Mariani)

BERGAMO — “La riforma che introduce la mediazione come filtro del processo è già realtà e di due cose siamo particolarmente convinti: che debba essere obbligatoria e aperta al contributo di tutti i liberi professionisti con competenze riconosciute nelle materie oggetto del contendere. L’obbligatorietà è l’unico strumento che possa garantire una minima efficacia dell’istituto, perchè la facoltatività sarebbe equiparabile ad una non riforma sul piano sostanziale”. Lo ha detto il ministro della Giustizia Angelino Alfano.

“Una dichiarazione così tempestiva e positiva era d’obbligo” sostiene il presidente dell’Organismo Internazionale di Conciliazione e Arbitrato dell’Anpar Giovanni Pecoraro. “Infatti, a causa della cattiva informazione di alcuni avvocati che continuano a manifestare scetticismo sulla grande portata innovativa del nuovo istituto giuridico della mediazione civile, molti cittadini, imprese, enti pubblici e privati, restano fuori dai benefici che la nuova legge concede a tutti coloro che ricorrono alla risoluzione extragiudiziale per risolvere proprie controversie”.

“Le parole di Alfano – prosegue Pecoraro – lasciano intravedere, che il prestigioso successo della legge 28/2010 è l’unico sistema per attuare riforme serie ed efficaci dove i maggiori interessati sono i cittadini e le classi più deboli. Con la mediazione civile obbligatoria il cittadino diventa protoganista, della deflazione di procedimenti pendenti e di quelli futuri”.

“L’Italia – continua Pecoraro – è certamente un Paese molto curioso, se in questa situazione di grandissima innovazione a livello mondiale, che è la mediazione civile, alcuni ordini professionali e di altre categorie, continuano a dire che, la situazione sulla mediazione civile rimane incerta ed invece di difenderla, fanno di tutto per volerla dimezzare. Conclusione: un danno non indifferente che arrecano a loro stessi e ai giovani neolaureati in materie giuridiche ed economiche”.

“Perché il ministro Alfano, abbia preso questa iniziativa di chiarificazione è semplice -dice Pecoraro – l’ossatura della legge è quella entrata in vigore il 20 marzo 2010, i D. M. tanto attesi, riguardano esclusivamente la regolamentazione degli “Organismi di Conciliazione” e degli “Enti di Formazione. I Governi per ottenere la fiducia della gente, debbono legiferare e combattere contro tutti gli interessi particolari ed egoistici” conclude Pecoraro.


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