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Atalanta, Ruggeri o Percassi: difficili le altre ipotesi

Di Redazione24 maggio 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
I tifosi vogliono la cessione: succederà?

I tifosi vogliono la cessione: succederà?

BERGAMO – Non è un lunedì come gli altri. Campionato finito, Atalanta in serie B, l’Inter che vince la Champions dopo 45 anni. Decisamente, non è un lunedì come gli altri. Fatti i complimenti ai nerazzurri di Milano per la splendida tripletta stagionale, sportivamente parlando nessuno in Italia aveva mai fatto meglio, l’attenzione di tutti gli appassionati atalantini torna sul toto-proprietà.

Dopo il Cda della scorsa settimana, l’annuncio da parte di Alessandro Ruggeri di alcune trattative in corso e la ridda di voci che volevano un paio di cordate interessate all’Atalanta, il fine settimana è servito per ponderare e riflettere sulle componenti in gioco.

Antonio Percassi è il candidato più accreditato a rilevare l’Atalanta. L’intervista apparsa su L’Eco di Bergamo un paio di giorni fa, nonostante le smentite di facciata, ha aggiunto nuovi elementi alla telenovela nerazzurra e ce ne sono un paio che appaiono determinanti. Il noto imprenditore orobico, sostenuto anche da buona parte dei poteri forti della bergamasca, ha sottolineato due aspetti assolutamente decisivi: riservatezza e attaccamento.

La cessione e l’acquisizione di un’impresa, soprattutto quando i milioni di euro in gioco sono così tanti, sono operazioni molto delicate. Spesso vengono stipulati accordi preliminari tra le parti e uno di questi è chiamato in inglese “due diligence”: il compratore interessato compie una serie di indagini per valutare il valore, le condizioni e tutti gli aspetti legati all’azienda che si vuole acquistare. La riservatezza, per una società di calcio come per qualsiasi altra realtà finanziaria, è determinante e la violazione di questa può provocare danni molto gravi a una delle parti in gioco arrivando fino all’interruzione della trattativa.

“Non c’è alcuna trattativa in corso, e anche se ci fosse sarei tenuto alla riservatezza”. Queste parole del potente industriale seriano confermano, di fatto, la presenza di movimenti tra le parti e una simile attenzione ad ogni dichiarazione pubblica potrebbe nascondere proprio un accordo di “due diligence”. Ricordate le indiscrezioni che volevano i libri contabili atalantini esaminati da possibili compratori? Il puzzle inizia a prendere una fisionomia più chiara.

Durante l’intervista, poi, Percassi ha ricordato il suo passato sia da giocatore che da presidente del sodalizio nerazzurro definendo l’Atalanta come “una regina” che va resa “più grande e più amata senza lo scopo di ottenere visibilità”. Dichiarazioni di facciata? No, un segnale ben preciso per le cordate che sarebbero intenzionate all’acquisto. Prendere l’Atalanta dai Ruggeri significa farsi carico di ciò che la Dea significa per la sua gente.

Ora, quello che succederà lo vedremo nel prossimo futuro ma a fronte di cordate di cui non si hanno notizie certe, da Bergamelli a Preziosi passando per Spinelli e misteriosi imprenditori meneghini, c’è un uomo che può e, probabilmente, vuole veramente tornare al comando dell’Atalanta.

Alessandro Ruggeri, con le sue dichiarazioni al Cda, forse ha cercato di mettere pressione a chi vuole veramente l’Atalanta forzando la posizione di chi aveva chiesto informazioni. Sicuramente fin da venerdì quella candidatura che sembrava sfumata è tornata ad essere molto forte.

Domanda (15-18 milioni) e offerta (10? O forse qualcosa in più?) non sembrano più così distanti e la sensazione è che si voglia arrivare ad un accordo che accontenti tutti, magari con il mantenimento da parte della famiglia di una quota societaria più esigua.

Fabio Gennari


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