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Psicologia

Tutti i perché del déjà vu

Di Redazione18 maggio 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
L'esperienza del déjà vu

L'esperienza del déjà vu

Il déjà vu, la sensazione di avere già visto qualcosa che appare ai nostri occhi per la prima volta, di essere già stati in un posto che non conosciamo, di aver già conosciuto una persona mai vista prima, ha una matrice scientifica.

Gli esperti si sono infatti interrogati su un fenomeno spesso accomunato a un’ esperienza paranormale. Uno studio pubblicato su “Current Directions in Psychological Science” descrive gli ultimi passi della scienza nella comprensione di questa sensazione.

Secondo i ricercatori, il déjà vu non è semplicemente una breve interruzione della memoria che ci fa dimenticare per un attimo un luogo, una situazione che abbiamo appena vissuto, in modo tale che, non appena si ripristina la normale attività cerebrale, sperimentiamo l’ esperienza del “già visto”.

Anne M. Cleary, coordinatrice della ricerca, ha mostrato ai partecipanti all’esperimento una lista di nomi di celebrità e successivamente una serie di fotografie di personaggi famosi tra cui non c’ era perfetta corrispondenza. I volontari dovevano identificare le celebrità e indicare se il loro nome era presente sulla lista. Il risultato è stato sorprendente: anche se non riconoscevano il personaggio dalla fotografia, i partecipanti al test erano in grado di dire se il suo nome era o meno nell’ elenco, per esclusione. L’ informazione era stata dunque immagazzinata, anche se in modo vago e confuso.

La spiegazione risiede nella “recognition memory”, un meccanismo che consente di riconoscere un volto familiare o un posto conosciuto: il cervello fluttua infatti tra riconoscimento (quando abbiamo contezza del ricordo preciso) e familiarità (se invece, ad esempio, non riusciamo a ricollegare un viso che ci sembra di aver già visto a una precisa situazione). Il déjà vu sarebbe appunto un caso di “recognition memory basata sulla familiarità”: siamo convinti di riconoscere qualcosa che in realtà non abbiamo mai sperimentato prima.

Eventi ed episodi che sperimentiamo sono dunque immagazzinati dalla nostra memoria come singoli piccoli frammenti, come in un gioco combinatorio di elementi che appartengono a situazioni differenti già vissute e che all’ improvviso riemergono.


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