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Economia

Credito Bergamasco: utili a 36,3 milioni

Di Redazione14 maggio 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
La sede del Credito Bergamasco

La sede del Credito Bergamasco

Il Consiglio di Amministrazione del Credito Bergamasco ha approvato il resoconto intermedio di gestione riferito al primo trimestre 2010. Crescono gli impieghi all’economia, il risparmio gestito ed i margini reddituali. Mentre l’utile netto di periodo è di 36,3 milioni.

Nel dettaglio
• Impieghi alla clientela: 12.120 milioni (+11% rispetto al 31.3.2009)
• Risparmio gestito: 3.201,8 milioni (+19,8% rispetto al 31.3.2009)
• Raccolta totale da clientela: 21.252,7 milioni (+4% rispetto al
31.3.2009)
• Proventi operativi: 141,5 milioni a fronte dei 99,4 milioni del 31.3.2009
• Utile netto di periodo: 36,3 milioni a fronte dei 3,1 milioni del 31.3.2009
(36,4 milioni il dato “ricorrente”, +32,5% rispetto agli omogenei 27,5
milioni di un anno prima)
• Tier 1 capital ratio: 15,43%
• Total capital ratio: 15,48%
• Cost/income: 47,2%

Questi, in sintesi, i principali risultati al 31 marzo 2010 del Credito Bergamasco (Gruppo Banco Popolare) approvati oggi dal Consiglio d’Amministrazione dell’Istituto.

Stato Patrimoniale — Gli stretti legami intessuti con il territorio servito e con le famiglie ed imprese ad esso appartenenti hanno permesso alla banca di sviluppare
ulteriormente i propri livelli di operatività. Al 31.3.2010 la raccolta diretta si è attestata a 10.542,2 milioni, a fronte degli 11.480,5 milioni di un anno prima e degli 11.328,3 milioni del 31.12.2009.Tra le diverse forme tecniche risulta significativo l’incremento annuo conseguito dai debiti verso clientela (principalmente rappresentati da conti correnti e depositi liberi o vincolati) che, raggiungendo gli 8.152,9 milioni, sono aumentati dell’8,6 per cento.

A livello gestionale, si segnala che la cosiddetta “raccolta diretta allargata”, determinata sommando alla raccolta diretta i prestiti obbligazionari emessi dal Banco Popolare e collocati dalla rete Creberg presso la propria clientela (pari a 2.189,9 milioni al 31.3.2010 ed a 1.031,4 milioni al 31.3.2009), si è attestata a 12.732,1 milioni, con un progresso annuo dell’1,8%.

La raccolta indiretta della banca – comprensiva dei citati prestiti obbligazionari emessi dalla Capogruppo – si è fissata a 10.710,5 milioni, con un progresso del 19,7% rispetto agli 8.949,5 milioni del 31.3.2009 e del 4,5% rispetto ai 10.251,3 milioni di fine 2009. Tra le componenti della raccolta indiretta, il risparmio gestito, attestandosi
a 3.201,8 milioni, ha registrato un aumento del 19,8% nei confronti dei 2.671,7 milioni di un anno prima e del 5,6% rispetto ai 3.032,9 milioni del 31.12.2009.

Nel dettaglio, le gestioni patrimoniali della partecipata Banca Aletti collocate dalla rete commerciale del Credito Bergamasco, fissandosi a 820,8 milioni, sono risultate sostanzialmente stabili rispetto agli 825 milioni di un anno prima e in crescita del 2,4% nei confronti degli 801,4 milioni del 31.12.2009; i fondi comuni di investimento si sono posizionati a 878,3 milioni, rilevando un’espansione annua dell’8,9% (+4% rispetto al 31.12.2009) e il complesso delle polizze assicurative – raggiungendo i
1.502,8 milioni – ha sperimentato un aumento del 44,4% rispetto ai 1.040,4 milioni del 31.3.2009 e dell’8,3% nei confronti dei 1.387,1 milioni di fine 2009.
La raccolta indiretta amministrata si è attestata a 7.508,7 milioni, con un progresso del 19,6% rispetto ai 6.277,7 milioni del 31.3.2009 e del 4% nei confronti dei 7.218,4 milioni del 31.12.2009.

La raccolta totale da clientela si è così attestata a 21.252,7 milioni, in crescita del 4% nei confronti dei 20.429,9 milioni del 31.3.2009 (21.579,7 milioni il valore di fine 2009). A testimonianza del continuo sostegno fornito alle economie di riferimento, gli impieghi netti verso la clientela si sono fissati a 12.120 milioni, con un’espansione dell’11% rispetto ai 10.915,3 milioni del 31.3.2009 (+4% rispetto agli 11.648,3 milioni del 31.12.2009). Tale evoluzione – in piena sintonia con gli obiettivi perseguiti dalla politica commerciale delineata anche per il 2010 – è la sintesi di variazioni differenziate nei diversi segmenti di clientela, con la riduzione dell’esposizione nei confronti del “large corporate” non appartenente ai territori storici e la crescita delle erogazioni a famiglie e piccole imprese, vero tessuto connettivo dell’economia locale. I dati gestionali indicano, ad esempio, che nel primo trimestre del 2010 si è registrato un incremento medio su base annua degli impieghi alla clientela privata pari all’11,4% ed al mondo corporate e piccole imprese pari al 6,2%, mentre i prestiti al segmento “large corporate nazionale” rilevano una diminuzione del 6,8%.

I dati di bilancio dettagliati per le diverse forme tecniche evidenziano, inoltre, che il complesso dei mutui alla clientela retail e corporate si è attestato a 5.705,2 milioni, con una crescita del 16,6% rispetto agli omogenei 4.892,9 del 31.3.2009 e del 5,7% rispetto ai 5.395,3 milioni di fine 2009. Le difficoltà attraversate dall’economia nazionale e locale si sono riflesse – nonostante l’assidua opera di controllo del rischio di credito esercitata dalle competenti funzioni della banca – sulle evidenze relative ai crediti
deteriorati. Al 31.3.2010, infatti, il complesso delle sofferenze lorde ha toccato i 303,8 milioni; dopo le rettifiche di valore, le sofferenze si sono posizionate a 173
milioni, con un’incidenza sul totale dei crediti netti salita all’1,43% dallo 0,96% del 31.3.2009 e dall’1,34% di fine 2009.

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