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Psicologia

I “brain games” non migliorano la memoria

Di Redazione13 maggio 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
"Brain games"

"Brain games"

Un bel passatempo, ma nulla più. Parliamo dei “brain games” oggi tanto alla moda, spesso pubblicizzati come aiuto per il potenziamento delle capacità di memoria, di apprendimento e cognitive. Nulla di tutto ciò. I giochi elettronici non migliorano la memoria e a sostenerlo è l’autorevole rivista “Nature”.

Lo studio è stato condotto dal Medical Research Council guidati da Adrian Owen. L’inchiesta, in collaborazione con la rete televisiva BBC, ha visto coinvolti 11500 uomini e donne sani tra i 18 e i 60 anni. I partecipanti sono stati divisi, in modo casuale, in tre gruppi: a un gruppo è stato chiesto di partecipare a giochi di ragionamento e capacità di risoluzione-problemi, a uno è stato chiesto di svolgere giochi incentrati su memoria a breve termine, attenzione, matematica e spaziatura visiva, e a un terzo gruppo è stato chiesto di navigare sul web per rispondere a una serie di domande. Tutti e tre i gruppi hanno interagito con giochi per computer attualmente in commercio, mentre altre tipologie di intrattenimento come le parole crociate e il sudoku non sono state incluse nello studio.

I giocatori, dopo essere stati sottoposti alla prima fase del test, sono stati invitati a rispondere a delle domande di vario tipo per un minimo di 10 minuti al giorno, tre volte alla settimana, per un minimo di sei settimane. Lo studio è stato completato con una seconda batteria di test cognitivi per valutare, nel complesso, eventuali cambiamenti nelle abilità cerebrali.

Dai risultati non sono emerse differenze statistiche nel miglioramento delle funzioni cognitive tra i tre gruppi: “Il risultato da noi raggiunto è chiaro – spiega Owen -I “brain games” non migliorano le potenzialità cerebrali. Migliorano l’ abilità di gioco, ma non sembrano promuovere le funzioni cognitive”.

Restano però un buon passatempo: “Non stiamo dicendo che fanno male – aggiunge Owen -Se ci si gioca perché è divertente, va assolutamente bene. Se si cerca, invece, di migliorare le capacità mentali o il quoziente d’ intelligenza, non funziona. Questi giochi non rendono più intelligenti”.

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