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Bergamo

Un’ora per 3 chilometri: mattina da incubo sull’asse interurbano

Di Redazione11 maggio 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Il raccordo fra l'asse e l'uscita dell'autostrada

Il raccordo fra l'asse e l'uscita dell'autostrada

BERGAMO — Sarà stato l’esodo finale degli alpini. Sarà stata la pioggia che faceva da ostacolo. Sarà stata un incidente all’uscita dall’autostrada. Saranno state probabilmente tutte e tre le cose insieme, fatto sta che la mattinata di lunedì è diventata un vero e proprio incubo sull’asse interurbano. Fra code e rallentamenti per compiere i tre chilometri di tangenziale che vanno dal rondò di Monterosso a quello di Colognola s’impiegava qualcosa come un’ora e cinque minuti.

Un ingorgo pazzesco. Automobilisti inferociti o rassegnati. E noi che, nostro malgrado, ci siamo finiti dentro in pieno. Eppure, già dalla bretella d’accesso alla circonvallazione, al rondò di Monterosso, si capiva che non sarebbe stata una giornata di caos come tutte le altre, ma ben peggiore.

Per attraversare il sottopasso del Rondò delle valli alla velocità di una carrozza ottocentesca, impieghiamo circa un quarto d’ora. Altri quindici minuti buoni vanno per percorrere il rettilineo davanti al comando provinciale dei Carabinieri. Circa 500 metri di rettifilo percorso alla strabiliante velocità di 4 chilometri l’ora. E dobbiamo considerarci fortunati, dal momento che l’uscita verso via Borgo Palazzo è ancor peggio, e presenta una coda drammaticamente ferma.

Sul ponte di Boccaleone si riaccende la speranza di poter mettere la terza marcia. Ma dura poco. A metà viadotto nuova coda fino alla rotonda del Cristallo Palace. E così tutti in fila, pazientemente, ad attendere due-quattro-sei-otto semafori prima di raggiungere la nuova rampa che in salita conduce agli svincoli dell’autostrada, dove abbiamo raggiunto l’esorbitante velocità di 33 chilometri orari.

Dall’alto dell’asse scorgiamo la rotonda dell’autostrada e un nuovo brivido corre lungo la schiena: là sotto è tutto completamente bloccato. Così scegliamo per la prima uscita, in direzione centro di Bergamo. L’avessimo mai fatto. La coda, in fondo alla discesa, arriva fino al casello dell’A4. Scendiamo dallo svincolo col fiato sospeso e con le dita incrociate, sperando che qualcuno di buon cuore ci consenta di entrare in fila. Niente da fare. L’arrabbiatura per la coda rende ancora più cattivi gli incattiviti automobilisti. Per entrare dunque “chiudiamo gli occhi” e ci buttiamo, sperando che qualcuno freni. Ma come Rocky Roberts del volante, siamo investiti da una selva di clacson accoppiata a una variegata quanto colorita raffica di insulti e improperi.

Sopportiamo, anche se la nostra è una vittoria di Pirro. Davanti infatti c’è l’intero rettilineo d’accesso alla città, 7-800 metri, strabordante di auto, ferme in coda ovviamente. Guardiamo l’orologio. Crediamo si tratti dell’ora di Greenwich o di quella legale. Rapido calcolo: partiti alle 9.01 siamo arrivati in San Bernardino alle 10.06. Per compiere tre chilometri ci abbiamo messo un’ora e cinque minuti. Incoscienti, evitiamo di pensare a come sarà il rientro, stasera. Ma ci resta un dubbio, che giriamo ai competenti: ma la famosa tangenziale est era davvero così inutile?

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