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Novara e Portosummaga: è questo il futuro dell’Atalanta?

Di Redazione10 maggio 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Francesca Ruggeri

Francesca Ruggeri

BERGAMO — Anche l’ultimo appiglio, adesso, non c’è più. Nei giorni scorsi pensavo che dopo l’1-1 contro il Bologna, fosse rimasta solo la matematica per spiegare il silenzio assordante che rimbomba a Zingonia. Sentire Mutti, nel dopo gara del San Paolo, che usa quelle stesse parole anche nel momento dell’ufficiale retrocessione in serie B mi ha lasciato sbigottito.

Già, sbigottito. Inutile nascondersi, le indiscrezioni filtrano sempre e chi fa questo lavoro deve essere bravo a coglierle e ad impastarle per produrre delle notizie. Vere, attendibili, logiche. Negli ultimi giorni sono arrivati diversi segnali dal mondo atalantino ma è incredibile come ci sia una totale confusione in merito al futuro.

I Ruggeri vendono? Oppure rimangono e rifondano? Ci sono soltanto due persone che possono definire con certezza quello che accadrà: Alessandro e Francesa Ruggeri. In attesa di una dichiarazione, di una conferenza stampa o di un piccione viaggiatore che dal quartier generale nerazzurro distribuisca verità al mondo pallonaro orobico, è giusto fare alcune considerazioni.

Dal punto di vista strettamente economico, vendere oggi l’Atalanta è quanto di più sbagliato possa fare chi detiene la proprietà. Tutti gli imprenditori, nessuno escluso, lasciano al mercato e quindi ai compratori interessati una società in crescita e con un appeal che certamente non è del sodalizio nerazzurro appena retrocesso. Decidere oggi di passare la mano significa svendere: le titubanze dei Ruggeri, sotto questo aspetto, sarebbero legittime.

Sono abituato a valutare le cose concrete e non le supposizioni, fino al giorno in cui non arriverà qualcuno deciso a rilevare la baracca resto convinto che la proprietà atalantina possa rimanere nella mani di mamma Daniela, Alessandro e Francesca. I due ragazzi però devono decidersi a sistemare per bene le cose perchè così non si può andare avanti e nemmeno si può ripartire: la serie B, Novara e Portosummaga, sono una realtà di oggi che rischia di prolungarsi nel tempo.

Se Mutti denuncia ai quattro venti che il silenzio è totale significa che anche dall’interno del mondo atalantino non si vedono chiarezza e progettazione del futuro. Perchè? A che scopo attendere ancora per prendere posizione? Mistero.

Tornando al campo, è giusto sottolineare come siano i numeri a condannare gli uomini di Mutti al baratro. Venti sconfitte in trentasette giornate sono troppe per mantenere l’olimpo del calcio italiano. Trentasei gol fatti significano meno di uno a partita, impossibile salvarsi con simili medie realizzative: i giocatori dovranno riflettere anche su questi numeri prima di pensare al loro futuro.

Rimangono in serie A squadre incredibili, penso al Bologna, ma è evidente che i loro meriti stanno nei punti conquistati quando ce n’era la necessità. L’Atalanta in questo è mancata, sia contro le dirette avversarie che nelle grandi sfide dove quest’anno non è stata compiuta nessuna impresa.

Chiudiamo con il mercato, visto che le prime voci circolano è giusto sottolinearle. Tiberio Guarente è molto vicino al Napoli per una cifra che si aggira sui 5,5 milioni di euro oltre ad una contropartita tecnica ancora da individuare.

L’operazione non è semplice per almeno due motivi. Quale giocatore dei partenopei verrebbe in serie B a Bergamo lasciando la possibilità di giocare in Europa? Solo qualcuno di seconda fascia, come l’esterno sinistro Vitale. Ma un arrivo simile, rischia di andare ad allungare la lista dei giocatori venuti a Bergamo solo per motivi di scambio. La squadra di Mazzarri poi vorrebbe usare Guarente come pedina per arrivare all’Udinese D’Agostino o ad un altro registra di qualità: siamo sicuri che il toscano accetti una simile prospettiva? Considerando che la Fiorentina è attualmente fuori gioco, è facile spiegare come non ci siano grandi certezze.

Sempre il Napoli cerca un centrale di difesa mancino, De Laurentiis l’avrebbe individuato in Bocchetti mentre su Manfredini c’è l’interessamento del Parma. Anche questo è un discorso da approfondire, ci sono molti altri giocatori che sembrano sul piede di partenza ma fino al giorno in cui non verrà fatta chiarezza ogni indiscrezione è da prendere con le molle.

Fabio Gennari

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