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Politica

Calderoli replica a Repubblica: sul federalismo fa disinformazione

Di Redazione7 maggio 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Roberto Calderoli

Roberto Calderoli

ROMA — “Non solo è disinformato, ma anche disinforma Salvatore Settis che oggi su Repubblica intitola il suo articolo ‘Il Balpaese in svendita’. Sul federalismo demaniale Settis prende numerosi abbagli e manda un messaggio ai lettori che è molto lontano dalla realtà dei fatti”. Lo ha precisato oggi il ministro della Semplificazione normativa, il bergamasco Roberto Calderoli.

“Cominciamo dal fondo – contesta il ministro in un comunicato stampa diffuso alle agenzie -. Settis si chiede se sapremo trovare nella Costituzione un ultimo baluardo. Dimentica che il federalismo demaniale attua una disposizione della Costituzione – l’art. 119, sesto comma – che riguarda l’attribuzione a Regioni ed enti locali di un loro patrimonio. Ed è proprio quello che fa lo schema di decreto legislativo approvato dal Consiglio dei Ministri il 17 dicembre 2009 e ora all’esame del Parlamento. Né più né meno”.

“Come fa poi a sostenere che sulla base del federalismo demaniale», promosso da Calderoli, il Comune di Verona abbia chiesto la proprietà degli immobili del demanio dello Stato siti in Verona?” prosegue il ministro. “A prescindere da quello che vorrà fare il comune di Verona (come gli altri Comuni), stiamo parlando di un decreto legislativo ancora non entrato in vigore. Impossibile che i Comuni richiedano l’assegnazione di beni sulla base di una normativa che non esiste ancora. La logica ha regole cui neanche Settis può sottrarsi”.

“Inoltre – continua Calderoli – contesta quanto previsto dalla legge 42/2009, che sottrae al trasferimento a Regioni ed enti locali i beni del “patrimonio culturale nazionale”. Si tratterebbe per Settis di una categoria inedita che “straccerebbe” l’articolo 9 Cost. in base a cui la Repubblica tutela il patrimonio storico e artistico della Nazione (detto in soldoni: il patrimonio storico e artistico non potrebbe che essere statale). Peccato che dimentichi che la Repubblica – e proprio per Costituzione: è l’art. 114, potrebbe almeno leggerselo – è costituita da Stato, Regioni, Province, Città metropolitane e Comuni. Attribuire e valorizzare il patrimonio non sbriciola lo Stato, al contrario migliora le condizioni di quel patrimonio”.

“Afferma un concetto non vero Settis quando sostiene che tutti i beni del demanio marittimo e idrico verranno dismessi dallo Stato, perdendo la loro natura di bene demaniale. Lo schema di decreto legislativo all’esame del Parlamento prevede l’esatto contrario: i beni appartenenti al demanio marittimo, idrico e aeroportuale restano assoggettati al regime stabilito dal codice civile. Demaniali sono e demaniali resteranno. Non c’è sdemanializzazione , né possibilità di speculazione. E’ invece consentito il passaggio dal demanio statale a quello regionale o locale, per valorizzare l’esistente”.

“Le amministrazioni statali hanno 90 giorni (e non 30, come erroneamente riporta Settis) per sottrarre i beni utilizzati per finalità istituzionali alla possibile attribuzione a Regioni ed enti locali: non è certo un termine “iugulatorio”, le amministrazioni ben conoscono i propri beni e ciò che loro serve” conclude Calderoli.

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