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Politica

Crisi: la Lega porta il caso Meccanica Valbona in parlamento

Di Redazione5 maggio 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Il parlamento

Il parlamento

ROMA — Riceviamo e pubblichiamo questa interrogazione parlamentare presentata dai deputati della Lega Giacomo Stucchi, Nunziante Consiglio, Ettore Pirovano e Pierguido Vanalli in merito alla crisi dell’azienda Valbona, in Val di Scalve, indirizzata al ministro del Lavoro Sacconi e al suo collega allo Sviluppo Economico.

“Come reso noto dai media della Provincia di Bergamo, un altro colpo terribile sta per abbattersi sull’economia vallare, stavolta Scalvina, in Bergamasca;
dopo mesi di sofferenza gestionale e produttiva, la proprietà della Meccanica Valbona, ditta specializzata in carpenterie metalliche, una delle realtà più importanti e prestigiose di Vilminore, avrebbe deciso di cessare l’attività;
se davvero arrivasse la chiusura, sarebbe un colpo durissimo: prima di tutto per le 32 famiglie dei dipendenti interessati e poi per l’intera Valle di Scalve, già alle prese con importanti emergenze occupazionali e non in grado, in un momento in cui la crisi è ancora in una fase acuta, di riassorbire in tempi brevi i lavoratori;
nata nel 1991 nella zona di Ponte Formello di Vilminore, Meccanica Valbona è controllata al 100% dal Gruppo Cassina a sua volta detenuto da Poltrona Frau (la cui proprietà fa capo alla famiglia Montezemolo): è una delle realtà più significative dell’economia vallare (insieme a GraphicScalve e al Gruppo Piantoni) ed è particolarmente apprezzata nel mondo del lusso e del design per le sue lavorazioni, di altissima qualità, molte delle quali create ancora manualmente;
fin dall’avvio della crisi, la Valbona, la cui organizzazione è fortemente legata all’attività del gruppo, ha risentito del calo delle commesse, al punto da utilizzare in maniera massiccia la cassa integrazione ordinaria;
la proprietà pensava ad una ristrutturazione del sito di Vilminore, riconducibile a una riduzione significativa del personale, ma l’ulteriore calo dei profitti l’ha indotta a pensare addirittura alla cessazione dell’attività;
nella giornata di domani 5/05/2010 è previsto un presidio (con sciopero) a cui parteciperanno lavoratori, sindacati, parroci e sindaci della Valle, mobilitati contro la possibile chiusura della Meccanica Valbona e per manifestare tutta la solidarietà alla comunità Scalvina;
anche Ettore Ongis, direttore de “L’Eco di Bergamo” – il più importante organo di informazione bergamasco – ha indirizzato una lettera alla proprietà della Meccanica Valbona, affinchè non chiuda, definendola “un polmone produttivo che è strategico per la Valle di Scalve (…), una straordinaria valle baciata dalla natura che merita di essere vissuta e salvaguardata, sia nei boschi si nelle ultime fabbriche rimaste, che sono ancora il segno di una memoria fatta di sudore e di fatica”;

se non ritengano opportuno convocare urgentemente la proprietà della Meccanica Valbona per valutare se sono state effettivamente esaminate tutte le possibili ipotesi per permettere la continuità della produzione nello stabilimento bergamasco, prima di deciderne l’eventuale chiusura;

quali interventi si intendano attivare, al fine di mettere nella condizione la Meccanica Valbona con i propri dipendenti, di poter continuare ad operare, garantendo transitoriamente i lavoratori interessati dalla situazione di crisi con adeguati ammortizzatori sociali”.

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