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Psicologia

I “cibi veloci” rendono irrequieti e impazienti

Di Redazione4 maggio 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Fast-food

Fast-food

Non solo ipercalorici e poco sani. Oggi l’elenco dei difetti del fast-food si allunga. E si aggrava. La cultura del ‘cibo veloce’ sarebbe dannosa perfino sui nostri comportamenti.

A rivelarlo una ricerca uscita su Psychological Science, a cura di Chen-Bo Zhong e Sanford DeVoe, due ricercatori della Rotman School of Management di Toronto, in Canada. Gli esperti hanno scoperto infatti un “effetto collaterale” dei fast food a cui pochi forse avevano pensato finora. I panini con tanto di bibite gassate e patatine fritte, inghiottiti al volo, ci renderebbero infatti impazienti, precipitosi e irritabili.

Non sono ipotesi, ma risultati ottenuti dai due scienziati in una serie di esperimenti che hanno coinvolto alcuni volontari esponendoli a una specie di messaggio subliminale: prima dell’esperimento guardavano un video al computer dove, in alcuni casi, comparivano simboli legati al fast food per pochi millisecondi. Ebbene, chi aveva visto il segnale del fast food leggeva più velocemente un testo che gli era sottoposto, anche se non avrebbe ricavato alcun vantaggio nel finire prima; oppure sceglieva un piccolo pagamento subito al posto di un premio in denaro più consistente ma dopo qualche tempo.

L’’abitudine al fast food ci ha reso frettolosi, inclini alla gratificazione immediata: “Il fast food è nato come simbolo dell’efficienza moderna: consente di mangiare veloce per poi dedicarsi al lavoro o ad altre attività – dice Zhong –Il problema è che il fast food sembra aver attivato in noi la voglia di risparmiare tempo anche quando non è necessario al contesto: camminare in fretta per arrivare a una riunione in tempo è giusto, ma spingere un passeggino al parco come se stessimo partecipando a una gara dei cento metri non ha senso. Ed è invece ciò che ci sta accadendo: secondo i nostri esperimenti, basta semplicemente esporci a un simbolo che richiama alla mente il fast food per innescare in noi fretta e impazienza”.

“Abbiamo innescato un meccanismo per cui è cambiato il modo in cui gestiamo il nostro tempo, anche quello libero: un’attività che dovrebbe solo rilassarci finisce per essere vissuta quasi con insofferenza – aggiunge DeVoe – Può darsi che il fast food sia la causa di questa visione sempre più accelerata dei nostri tempi, o che ne sia solo una conseguenza. Di certo però il fast food rinforza questa nostra tendenza alla velocità e all’irrequietezza”.

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