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Editoriali

Errori arbitrali inconcepibili: Atalanta fortemente penalizzata

Di Redazione3 maggio 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Il fischietto ternano Paolo Tagliavento

Il fischietto ternano Paolo Tagliavento

BERGAMO — Ho visto cose che non si possono commentare, spiegare, accettare. Vi scrivo mentre in televisione si agitano commentando che l’arbitro di Atalanta-Bologna, il signor Tagliavento,  ha assegnato il rigore prima che il guardalinee segnalasse il pallone uscito sul fondo.

Ho gli occhi per vedere, come tutti i bergamaschi. Quando un calcio d’angolo viene battuto in quel modo, la palla esce subito dal terreno di gioco. Significa che non è mai entrata in gioco, quindi l’arbitro può prendere decisioni dal punto di vista disciplinare ma non assegnare un calcio di rigore.

Punto. Finito. Tagliavento invece fischia rigore, ammonisce Pellegrino e poi lo caccia per qualche parolina di troppo. Dopo un minuto si accorge dell’errore, assegna il calcio di rinvio ma lascia fuori il centrale argentino. In sostanza, viene punita la reazione avvenuta dopo un’azione che non doveva esistere. Logica e buonsenso dove sono finiti? Come lo spieghiamo ai bergamaschi che il Bologna non è stato palesemente favorito da un comportamento arbitrale inaccettabile e presuntuoso? L’Atalanta domina il primo tempo e si trova a dover affrontare la ripresa dello spareggio salvezza senza un centrale di difesa.

I rossoblù sono arrivati a Bergamo con un successo sul Parma ottenuto dopo oltre un tempo in superiorità numerica. Dovevano perdere Mutarelli (già ammonito) al 40′ per una scarpata gratuita ad Amoruso eppure Ayroldi di Molfetta, il guardalinee, e Tagliavento hanno fatto finta di niente. Il Bologna ha  usufruito ancora una volta di un errore arbitrale giocando mezza partita con l’uomo in più.

Bortolo Mutti nel dopo gara ha dichiarato che “all’Atalanta è stato vietato di giocarsi la salvezza ad armi pari”. Verità sacrosanta. Errori societari, papere dei giocatori o sfortuna sono argomenti che nelle prossime settimane riempiranno le nostre pagine perché una retrocessione simile merita tutte le attenzioni del caso. Però adesso, a botta calda, la sensazione chiara è che la legge non sia uguale per tutti.

Signori cari, voi che comandate il calcio in campo o decidendo orari e trasferte. Avete calpestato i diritti dell’Atalanta e dei suoi tifosi, avete preso decisioni allucinanti minando la regolarità del campionato anticipando partite che dovevano essere giocate in contemporanea e permettendo le trasferte solo perchè sarebbero state da vietare a chi lotta per obiettivi più importanti. Adesso, davanti a tutti, sbagliate in un modo che non si può accettare. Qualcosa di simile, in Terza categoria, avrebbe scatenato un putiferio.

La squadra nerazzurra non retrocede solo per colpa degli errori arbitrali, siamo bergamaschi e i problemi li sappiamo riconoscere. Però quando succedono queste cose è normale sentirsi presi per i fondelli, soprattutto se gli sbagli sono grandi così.

Fabio Gennari

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