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Psicologia

Sconfitte altrui: perché gioirne?

Di Redazione30 aprile 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Sconfitta personale

Sconfitta personale

Vi è mai capitato di essere invidiosi del successo altrui? O di gioire per la sconfitta di qualcun’altro? Da oggi potete sentirvi un pò meno in colpa: questi atteggiamenti hanno una precisa spiegazione scientifica.

Una ricerca condotta da neuroscienzati ed economisti delle Università di Trento, Lione e del Minnesota, appena pubblicata sulla rivista PLoS ONE, dimostra infatti come siamo continuamente condizionati dal contesto in cui agiamo. Ma non basta. Il giudizio degli altri determina la nostra autonomia di scelta e il nostro metro di valutazione.

In una situazione di socialità, spiegano i ricercatori, se le scelte degli altri hanno esito favorevole, proviamo invidia; se invece a vincere siamo noi, non c’è solidarietà né compassione per chi ha fallito. Inoltre, la percezione di un nostro fallimento o successo cambia di intensità in base all’effetto-confronto. Qui scatta, infatti, il meccanismo della competizione: “In molte situazioni, è importante superare gli altri – dice l’economista Giorgio Coricelli, ricercatore del Centro Mente Cervello dell’Università di Trento e dell’Institut des Sciences Cognitives, Centre de Neuroscience Cognitive all’Università di Lione – Non appena l’essere umano si trova in un contesto sociale, anche se di minima interazione e privo di elementi di competizione, a prevalere è la preoccupazione per il suo status. E questo ha pesanti implicazioni sul suo comportamento di scelta”.

Lo studio è stato condotto ricreando la situazione della lotteria. Gli esiti? Attraverso la rilevazione del battito cardiaco e del livello di traspirazione e idratazione della pelle, è emerso che la gioia per la perdita altrui è il sentimento più forte e diffuso.

I ricercatori stanno procedendo nello studio, analizzando queste risposte emotive in pazienti affetti da particolari patologie, quali autismo o lesioni ai lobi frontali del cervello.

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