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Politica

Pdl: Bocchino epurato, fra Berlusconi e Fini scontro finale più vicino

Di Redazione30 aprile 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Gianfranco Fini e Silvio Berlusconi

Gianfranco Fini e Silvio Berlusconi

ROMA — Inutile negarlo. Alla fine si andrà alla resa di conti fra Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini. La scontro finale fra le due “anime” del Pdl è solo rimandato anche se il prologo si è già consumato in diverse fasi. La prima, quella della lite alla direzione nazionale. La seconda con l’epurazione del finiano Bocchino, avvenuta ieri.

La gestione aziendale ma si addice alla politica, ed è noto che Berlusconi non ami molto il dissenso interno ma preferisca il distacco da quelli che gli fanno le pulci ogni giorno, magari con qualche argomento forte a sostegno. Quindi che le strade del premier e del suo ex delfino sono destinate a dividersi, è solo questione di tempo. Berlusconi vorrebbe accelerare per evitare che il “contagio” di Fini si diffonda anche ad altri parlamentari del Popolo della Libertà, con un fenomeno di erosione carsica che di solito determina il crollo di un partito. Per questo sta cercando di fare terra bruciata intorno all’ex leader di Alleanza Nazionale.

Da qui l’epurazione di Italo Bocchino che da oggi è un semplice deputato, decadutp dal ruolo di vice capogruppo vicario del Pdl alla Camera. “Berlusconi ha chiesto la mia testa” è l’affondo dell’esponente finiano. “C’è stata una direttiva di Berlusconi durante Ballarò che chiedeva la mia testa. C’è un evidente tentativo da parte di Berlusconi in prima persona di arrivare a un’epurazione mia per colpire l’area a me vicina” ha detto Bocchino conversando con i cronisti alla Camera, dopo aver presentato le «dimissioni definitive» dalla carica di vice presidente vicario del Pdl.

Diversa l’interpretazione della vicenda che avrebbe dato lo stesso premier durante la cena di mercoledì sera a Palazzo Grazioli con alcuni parlamentari del Pdl. “Ho chiamato Bocchino l’altra sera quando doveva andare a Ballarò. Con me è stato anche un po’ insolente. Gli ho detto che non si può andare in tv a fare sceneggiate coinvolgendo il partito. Tutti nel Pdl devono capire che non si può sputtanare il partito”. Poi il capo del governo, secondo quanto viene raccontato all’agenzia Agi, ha proseguito: “A volte mi verrebbe voglia di mollare tutto, non si può passare tutta una giornata a discutere per questioni di partito. Io ho un Paese da governare e problemi internazionali da affrontare ed è deprimente perdere così tanto tempo per certe cose. Io comunque non sono un irresponsabile e vado avanti. Sarà il partito ad affrontare certe cose”.

“Berlusconi mi ha chiamato la sera che dovevo partecipare a Ballarò – ha spiegato Bocchino -, aveva toni concitati e mi ha detto: se vai, farai i conti con me. Dopo vedrai…. Gli ho risposto che non esiste in nessun partito democratico del mondo che il leader dica alla minoranza di non andare in televisione a spiegare le proprie posizioni. Ma quali posizioni, qua c’è solo una posizione, mi ha risposto. E poi ha aggiunto: io ti infilzo”.

“Berlusconi – ha concluso il deputato finiano – commette un grave errore che è quello di colpire il dissenso, colpire chi è in vista per educarne cento. Ma questo non porterà il partito lontano. Possono toglierci tutti i posti di responsabilità che abbiamo – è l’avvertimento di Bocchino – ma continueremo a combattere la nostra battaglia dall’interno. I presidenti delle commissioni non sono in discussione, a meno che Berlusconi non decida altre epurazioni”.

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