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Atalanta, il bersagliere Mutti vuole continuare a correre

Di Redazione30 aprile 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Bortolo Mutti

Bortolo Mutti

ZINGONIA — Amoruso sì, Consigli forse, Garics no. Il bersagliere Lino Mutti, allenatore dell’Atalanta che ha confessato di non essere alpino ma bensì di aver fatto parte dell’arma di Fanteria, ha commentato la prossima sfida contro il Bologna dando alcune preziose indicazioni sulla formazione che scenderà in campo.

Qualche commento sugli avversari, la conferma che sale la tensione per una sfida veramente fondamentale e anche l’ammissione di come nel finale di stagione, il calcio italiano, sia farcito di stranezze e tristi verità.

Mister, c’è aria di spareggio. Come vede la squadra?
C’è una certa apprensione, inutile nasconderlo. Si percepisce, si manifesta anche nei ragazzi perchè sappiamo di essere alla stretta finale. Sono momenti che bisogna saper vivere con la giusta tensione, la massima concentrazione ma senza andare oltre altrimenti tutta la carica si trasforma in un boomerang negativo. Per noi certamente non sarà una passeggiata, la partita è davvero fondamentale perchè ora la matematica è chiara: senza un successo ci rimane poco o nulla in cui sperare. La consapevolezza c’è, siamo anche numericamente in una situazione molto precaria visto che la difesa ha grandi problemi. Non abbiamo molte alternative, scenderemo in campo in undici per fare una gara importante al cospetto di una squadra che ha un margine di cinque punti cui aggrapparsi.

Dopo Bellini che sembra recuperato, altri due dubbi: Consigli e Garics come stanno?
Consigli dovrebbe esserci, il suo problema è risolto. Titolare? Vediamo, stanno bene entrambi i portieri e decideremo solo domenica. Garics invece è ancora un grosso punto interrogativo, sarebbe stato importante vederlo nella sgambata di giovedì visto che da un mese manca dal campo.

C’è la sensazione diffusa che i risultati davvero in bilico siano sempre meno in questa fase del campionato, che ne pensa?
A fine stagione è sempre così, ogni squadra fa i suoi calcoli e cerca di perseguire i suoi obiettivi. Tutti fanno quello che, anche a livello mediatico, ritengono opportuno ma è indubbio che ci sono situazioni particolari. Se guardate bene, il Bologna si è lamentato molto l’altra settimana e poi c’è stata quell’espulsione di Zaccardo. Ognuno grida e pretende, si crede sempre nella buona fede ma poi c’è il rammarico che alcune volte questa venga un po’ meno. Il mondo del calcio è sempre stato complesso e difficile, chi deve lavorare per certi obiettivi è in maggiore difficoltà perchè alcune squadre, specie a fine campionato, fanno esordire alcuni ragazzi oppure hanno programmi diversi e cercano soluzioni tattiche nuove gestendo quello che hanno in casa.

Che Bologna si aspetta?
Hanno due risultati a favore, possono pensare al vantaggio che hanno e quindi la loro partita sarà diversa dalla nostra. Noi dobbiamo credere di fare una partita che possa permeterci di giocare le ultime due rimanendo in corsa per l’obiettivo.

Secondo lei che squadra è quella felsinea?
Ha grande patrimonio in attacco, sono organizzati e hanno avuto Di Vaio che nei momenti decisivi gli ha dato una mano determinante nel sistemare la classifica. Difesa e portiere sono di valore, certamente hanno difficoltà a fare la partita nonostante abbiano gente di seria A e come noi hanno subito spesso gol per disattenzioni o per la poca continuità nei novanta minuti. Le squadre già salve, penso al Chievo, sotto questo aspetto sono migliori di noi visto che hanno sbagliato molto meno di noi portando via risultati con il minimo scarto o pareggi a reti inviolate.

Vivete, lavorate e giocate da oltre due mesi sempre con l’acqua alla gola: una tensione incredibile..
Per noi la situazione è difficile da parecchio, non ci si abitua nemmeno troppo volentieri ad avere il fucile puntato alla schiena con la schioppettata finale pronta a partire. Dobbiamo essere sereni come sempre ma ricorda che domenica è la stretta finale: ansia e tensione, normali per una partita così, sono da gestire.

Con tre vittorie, il suo girone di ritorno varrebbe 30 punti. Incredibilmente, potrebbero non bastare per la salvezza..
E’ un campionato particolare, certe squadre che tutti si aspettavano coinvolte in basso sono rimaste fuori. Ce ne sono altre che si pensava potessero restare in vetta che non ci sono tante: la dispersione di punti ha fatto sì che la quota salvezza si alzasse, speriamo che questa assurdità non si avveri.

Ha provato Bellini a destra: come mai questo cambio tattico?
Ho pensato al rispetto dei ruoli. Pellegrino al centro ha giocato bene a Roma, Peluso sulla sinistra si muove con disinvoltura come credo che Capelli sia naturalmente un centrale. Bellini a destra è la mossa su cui lavoreremo, certo che quelli che sono fuori potenzialmente sono tutti titolari: Garics, Manfredini, Bianco e Talamonti non sono giocatori qualunque.

Amoruso sarà titolare?
Certamente sì, giocheremo con le due punte di ruolo.

E si vince..
Speriamo, significherebbe continuare a sperare.

Fabio Gennari

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