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Bergamo

Processo Bellavita: il pm chiede 17 anni per i due fratelli

Di Redazione29 aprile 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Il tribunale di Bergamo

Il tribunale di Bergamo

BERGAMO — Otto anni e mezzo per l’ex assessore provinciale al Bilancio Gianpaolo Bellavita e altrettanti per sua sorella Stefania. Sono queste le richieste del pubblico ministero Maria Cristina Rota che vede imputati l’esponente dell’allora Forza Italia e la sorella. Sul loro capo pende l’accusa di truffa all’Unione europea e false fatturazioni per evadere l’Iva. Accuse che i Bellavita hanno sempre respinto dichiarandosi innocenti.

Il processo, in corso da quasi 4 anni, è in dirittura di prescrizione dopo le diverse ricomposizioni del collegio giudicante. L’inchiesta era partita nel 2003. I due fratelli, titolari di studi commercialisti a Bergamo e Martinengo, sono finiti sotto indagine con altre persone le cui posizioni sono state poi stralciate.

Il processo è andato avanti su diversi filoni. In quello siciliano, i due, secondo l’accusa, avrebbero utilizzato finanziamenti dell’Ue per comperare macchinari obsoleti spacciati per nuovi, per un’azienda di detergenti di Siracusa. Bellavita, sempre secondo l’accusa, avrebbe creato attraverso degli artifizi contabili un castello di società rette da prestanome per avere i finanziamenti per le aree depresse.

La difesa sostiene invece che quelli al Sud erano investimenti legali e non truffe. E che le fatturazioni effettuate dalle società messe sotto accusa non sono riconducibili al commercialista.

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