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Bergamo

Commercianti in allerta per la truffa del notaio fantasma

Di Redazione28 aprile 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Anche a Bergamo la truffa del notaio Mastrodonato

Anche a Bergamo la truffa del notaio Mastrodonato

BERGAMO — Dopo la truffa che ha interessato i pubblici esercizi all’inizio di aprile, altri raggiri sono in agguato per i commercianti del settore alimentare. Una truffa partita da Mantova, Brescia e Trento sta raggiungendo anche la nostra provincia.

Nei giorni scorsi alcuni commercianti della città, in particolari fruttivendoli, si sono visti recapitare una lettera in contrassegno, con rimborso marche da bollo per convalida degli atti di 29,24 euro. Mittente è un fantomatico dottor Tito Mastrodonato, notaio perito del Tribunale di Milano, che dovrebbe avere uno studio a Milano in Corso Venezia, 57 e uno a Campione d’Italia in corso Italia 7. Lo studio dovrebbe rispondere ad un numero di telefono il cui prefisso è 0041 – prefisso svizzero – al quale è collegata solo una casella vocale. Sulla busta campeggia la scritta “Notifica decreto legge (CE) N. 852/2004 Sicurezza alimenti – Ultimo Avviso”.

L’oggetto della lettera, firmata dal dottor Mastrodonato, è “Regolamento (CE) n. 852/2004 del Parlamento Europeo e del Consiglio in data 29 aprile 2004 sull’igiene dei prodotti alimentari”. Ebbene, il notaio Mastrodonato, dover aver ricordato una serie di obblighi cui è tenuto chi commercia in alimenti, informa che il suo studio notariale “è disponibile ad avviare le pratiche atte a sanare le inadempienze relative alla conservazione, al mantenimento, all’immagazzinamento e alla somministrazione di prodotti alimentari deperibili”. Inoltre Mastrodonato afferma falsamente che la Comunità Europea ha stanziato appositi fondi “per contrastare eventuali sanzioni amministrative”.

La lettera si conclude con questa frase ingannevole: “Come da visura, il vostro nominativo è rientrato fra i possessori dei requisiti necessari per poter usufruire delle suddette agevolazioni, vi invitiamo pertanto a contattarci appena eventuali controlli dovessero riscontrare inadempienze ed irregolarità”.

Per queste informazioni, false, il commerciante destinatario della lettera deve versare 29,24 euro. Sembra che da alcuni controlli i soldi siano destinati ad un conto svizzero.
L’Associazione commercianti invita a prestare attenzione e a rivolgersi agli uffici di Ascom per qualsiasi chiarimento.

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