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Bergamo

Mafia e cemento depotenziato: arrestati manager Calcestruzzi

Di Redazione27 aprile 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Quattordici arresti nella vicenda Calcestruzzi

Quattordici arresti nella vicenda Calcestruzzi

BERGAMO — Quattordici persone sono state arrestate da carabinieri e finanzieri di Caltanissetta in una operazione anti-mafia tra Lombardia, Lazio e Abruzzo nell’ambito della fornitura di calcestruzzo impoverito, in manette sono finiti boss di cosa nostra e dirigenti, consulenti, ed ex dipendenti della Calcestruzzi Spa di Bergamo.

Sette le aziende siciliane sequestrate. Secondo le accuse l’azienda bergamasca frodava con l’appoggio della mafia, a cui versava una percentuale del profitto, i clienti a cui forniva calcestruzzo con minori quantitativi di cemento, fino ad arrivare a monopolizzre il mercato siciliano.

L’operazione, battezzata “Doppio colpo” ha interessato Sicilia, Lombardia, Lazio ed Abruzzo – si legge in una nota congiunta di carabinieri e gdf di Caltanissetta – dove i carabinieri ed i finanzieri dei comandi provinciali di Caltanissetta hanno arrestato 14 persone e sequestrato sette aziende siciliane operanti nel settore del movimento terra.

Sul versante bergamasco dell’indagine sono stati arrestati il consulente esterno e l’amministratore del sistema informatico della Calcestruzzi Spa, Gianni Cavallini e il milanese Elvis Alessandro Trotta. In manette anche il responsabile del controllo gestione della società bergamasca, Carlo Angelo Bossi, due ex dipendenti: Mario De Luca e Nunzio Anello e il consulente esterno della Italcementi, Giancarlo Bianchi, 54 anni, di Brignano Gera d’Adda. Cavallini, Bianchi, Trotta e Bossi sono stati arrestati a Bergamo nella sede della società.

In precedenza, nel 2008 era stati consegnati due avvisi di garanzia a Carlo Pesenti, in qualità di legale rappresentante pro tempore della Italcementi Spa e a Mario Colombini, ex amministratore delegato della Calcestruzzi Spa, arrestato il 30 gennaio 2008. I due sono indagati dalla Dda di Caltanissetta per illecita concorrenza con violenza o minaccia, riciclaggio e impiego di denaro o beni di provenienza illecita.

Questa mattina, nel corso di una conferenza stampa, il procuratore Lari ha reso noto che il Gip di Caltanissetta ha dissequestrato l’intera Calcestruzzi Spa, che resta tuttavia sotto la gestione dell’amministratore giudiziario incaricato di verificare la qualità del prodotto fornito dall’azienda.

Ora “l’Amministrazione Giudiziaria restituirà al socio Italcementi e a Calcestruzzi le responsabilità associate alla gestione dell’impresa, assumendo un nuovo ruolo di vigilanza per conto del Tribunale di Caltanissetta”, ha fatto sapere la società bergamasca.

“L’obiettivo sarà quello di garantire la puntuale prosecuzione e il completamento degli importanti interventi, già avviati dalla stessa Amministrazione Giudiziaria e condivisi con Italcementi, finalizzati alla riorganizzazione del sistema di governance e di produzione aziendale secondo principi di legalità e trasparenza e quindi finalizzati anche ad evitare quelle condotte che avevano consentito l’esecuzione dei reati a suo tempo contestati”.

“In relazione agli arresti disposti oggi dall’autorità giudiziaria di Caltanisetta – fa sapere in nota stampa l’azienda – l’Amministrazione Giudiziaria Calcestruzzi Spa precisa che i reati contestati ai dipendenti assoggettati al provvedimento sono riferibili a fatti pregressi al sequestro di Calcestruzzi Spa (gennaio 2008) e antecedenti quindi l’insediamento della stessa Amministrazione Giudiziaria nella gestione dell’azienda”.

“Tra gli arrestati – spiegano i militari – i vertici di “Cosa nostra” siciliana, a cui sono stati contestati i reati di associazione mafiosa e illecita concorrenza con violenza e minaccia, ed i dirigenti della Calcestruzzi spa di Bergamo, a cui sono stati contestati i reati di associazione per delinquere e frode in pubbliche forniture”.

Secondo le accuse con l’appoggio della mafia, a cui cedeva parte dei maggiori profitti realizzati, l’azienda bergamasca, da più di due anni sotto amministrazione giudiziaria, frodava i propri clienti fornendo calcestruzzo con minori quantitativi di cemento e aveva assunto il monopolio nella fornitura di calcestruzzo in Sicilia.

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