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Sport

Atalanta, Mutti è chiaro: chi molla resta fuori

Di Redazione27 aprile 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Bortolo Mutti

Bortolo Mutti

ZINGONIA — Bortolo Mutti tira fuori l’orgoglio. Ancora una volta, le sue radici bergamasche fanno bella mostra davanti a microfoni e taccuini per una conferenza stampa abbattuta ma non dimessa in cui la fiammella della speranza, seppur sempre più flebile, viene difesa con dignità e grinta.

Mister, una domenica infernale. Si aspettava risultati tanto negativi?
Una partita, Bologna-Parma, me l’aspettavo che finisse così. L’altra sinceramente è stata una brutta sorpresa: il successo della Lazio ci amareggia molto, non ci voleva. Ho visto pure alcune decisioni, alcune situazioni in campo che, insomma, mi lasciano un po’ così. E’ stata una domenica pomeriggio molto sofferta ma non dobbiamo aspettarci nulla: il nostro è quello più complicato e non possiamo far altro che andare dritti sul Bologna.

Ora che si può fare?
Sicuramente non ci arrendiamo, c’è la possibilità di rimanere in corsa e per farlo servono tre punti contro una diretta concorrente. Facciamoli, poi stiamo attenti a tutto quello che può accadere. Alla mia squadra non posso rimproverare molto, abbiamo fatto una gara con alcune sbavature che possono succedere ma che contro squadroni di livello sicuramente ti possono costare care. Continuiamo a crederci, giochiamocela.

A Roma siete stati ottimi nella ripresa, a Milano un po’ meno. Come mai?
Dipende molto anche dall’avversario, l’Inter ha una grande capacità di palleggio. Quando gli abbiamo concesso il possesso, hanno fatto quello che hanno voluto: con Cambiasso e Thiago Motta la palla andava dove volevano e quando volevano, abbiamo pure corso e aggredito un po’ a vuoto ma non c’erano grandi possibilità in più. Ci tiravano fuori e poi ci colpivano negli spazi, siamo stati presi a cazzotti come un pugile sul ring: dopo i due gol stupidi che abbiamo preso, la gara si è girata totalmente a favore dell’Inter, squadra in salute e con grande mentalità.

Sembra che l’ambiente ci speri ma non ci creda..
Sperare senza crede non è una cosa buona. Se non ci crediamo è inutile andare in campo, meglio schierare la primavera o i ragazzi. Non scherziamo, domenica prossima scenderemo sul terreno di gioco per fare la partita e vincere, stessa cosa a Napoli e poi con il Palermo. Lo dico chiaramente: il primo che si tira indietro finisce dritto sotto la doccia. Non esiste, dobbiamo dare tutto fino alla fine senza rassegnazione. L’unica classifica che conta è quella del 16 maggio, vedremo dove saremo e ne prenderemo atto, fino a quel giorno tutti devono dare tutto sentendosi addosso la maglia dell’Atalanta.

Certo che dagli altri campi le notizie sono sempre pessime..
Non nego che certi risultati ci danno fastidio, è ovvio che non siamo i padroni in casa d’altri ma a Bergamo dovviamo fare tutto con la massima dignità per cercare il miracolo. Vogliamo uscire dal campo a testa alta, può pure succedere che non vinciamo con il Bologna ma è nostro dovere uscire sempre a testa alta: se così non fosse nella testa di tutti, è meglio non indossare nemmeno la maglia.

Vuole dirci qualcosa dell’incredibile espulsione di Zaccardo?
Se mi volete far arrabbiare ancora di più ditemelo subito. Già faccio fatica a non espormi troppo, preferisco stare tranquillo. Siamo gente di calcio, sappiamo come vanno le cose in questi momenti ma la nostra disgrazia è quella di essere in disgrazia. Quando stai messo come noi, sei in difficoltà e avresti bisogno di un aiuto tutte le mani spariscono, attorno non c’è nessuno. Dobbiamo uscirne da soli, è inutile ripeterlo ma con forza e orgoglio dobbiamo, vogliamo provarci con lo spirito giusto fino alla fine. Sbagliamo, succede e si perde, ma la dignità e la voglia di reagire deve esserci sempre.

Pensando a Bologna, qualcuno recupera?
E’ presto, facciamo un paio di allenamenti ma è dura. Garics non ha ancora toccato la palla, Bellini la scorsa settimana ha fatto due allenamenti zoppicando un po’ ed è venuto in panchina a San Siro: vediamo cosa si può fare ma lo potremo sapere solo giorno per giorno. Stesso discorso per il portiere, speriamo di avere qualcosa a disposizione perchè la situazione è complicata.

Oltre ai vostri tre punti, domenica bisogna sperare nella Juve a Catania..
Non tifo più per nessuno, tifo solo per l’Atalanta. L’unica cosa che possiamo fare è provare ad alzare la quota più che possiamo: 41 o 43 punti. E’ necessario per continuare a far paura a tutti, con il cuore e tifando per la Juve con il Catania: non siamo sostenitori bianconeri e pensandoci bene non è che ci porti neppure bene.

Fabio Gennari

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