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Politica

Pdl: quanto conta Fini? Il 12 per cento del partito

Di Redazione22 aprile 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Gianfranco Fini

Gianfranco Fini

ROMA — Quanto pesa Fini dentro il Pdl? E’ la domanda che il premier ha fatto ai suoi esperti di politica e sondaggi. E sulla base di questi numeri ha impostato la linea che oggi presenterà alla direzione nazionale del Popolo della Libertà, all’auditorium della Conciliazione, a Roma.

Ebbene, al momento della fusione che ha dato vita al Popolo della Libertà la quota di Forza Italia era del 70 per cento e quella di Alleanza Nazionale del 30. Oggi invece i parlamentari che provengono dalla destra e che si sono schierati con Fini sono poco più di 50, mentre 70 sono rimasti fedeli al Cavaliere. Dunque, stando ai numeri alla corrente finiana sarebbe rimasto il 40 per cento di quanto pesava An originariamente dentro il Pdl. Detto in soldoni, 12 per cento del partito di centrodestra.

I numeri dicono che per il centrodestra non è necessario andare ad elezioni anticipate. La corrente di Fini non pesa troppo, né in Parlamento né in Senato. Le il blocco leghista garantirà fedelmente il suo appoggio, la legislatura è garantita. Certo ora il coltello dalla parte del manico c’è l’hanno Bossi e i suoi, che spingeranno l’acceleratore sulla riforma federale dello Stato e sulle altre riforme, il che è tutt’altro che un male.

Nel frattempo, oggi esordirà la corrente di Gianfranco Fini che ha ottenuto ieri l’adesione di 52 parlamentari provenienti da An. Berlusconi non ha fatto ministero di non aver gradito. Il premier si augura che Fini non crei problemi al governo e accetti le decisioni della maggioranza del Pdl. Sarà importante verificare quale accoglienza riserverà il Pdl (600 membri) all’intervento di Fini durante la Direzione di oggi.

An dunque non esiste più. Fra i 52 parlamentari che hanno firmato il documento proposto dal presidente della Camera ci sono Baldassarri, Siliquini, Laboccetta, Menia, Bocchino, Barbareschi, Tremaglia, Granata, Napoli, Ronchi, Paglia e Urso. Con il premier sono rimasti invece 75 parlamentari ex An capeggiati da La Russa, Gasparri, Alemanno, Matteoli e Giorgia Meloni.

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