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Orio: il vulcano manda in cassa integrazione 270 aeroportuali

Di Redazione22 aprile 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
L'aeroporto di Orio al Serio

L'aeroporto di Orio al Serio

ORIO AL SERIO — Dal vulcano, alla nube, alla cassa integrazione in deroga per i lavoratori della Sacbo, la società che gestisce lo scalo di Orio al Serio. L’accordo è stato siglato dalle segreterie Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti e dai dirigenti della Sacbo.

Si tratta di un’intesa per una procedura di cassa integrazione in deroga a 150 ore mensili per 270 addetti (a rotazione su un totale di 360 in organico), con un uso stimato pari a 40.500 ore e con decorrenza dal 19 aprile scorso fino al 23 maggio. Un mese circa, dunque, e retroattiva, per coprire i giorni dell’emergenza in cui la chiusura dello spazio aereo in gran parte dell’Europa ha provocato l’interruzione dei servizi a terra verso le compagnie aeree, proprio quelle di cui si occupano i lavoratori Sacbo.

“Come sempre siamo intervenuti nell’interesse dei lavoratori e dell’aeroporto, volano importante dell’economia bergamasca” ha detto poco all’uscita dall’incontro Cesare Beretta, segretario generale provinciale della Filt-Cgil di Bergamo. “Di fronte ad una calamità naturale abbiamo chiesto la cassa per la durata di un mese, perché non è detto che il vulcano non riprenda con le eruzioni. Quando l’azienda ha chiamato, ci siamo dimostrati disponibili. Vorremmo, però, che quest’azienda si dimostrasse ugualmente disponibile e ci chiamasse al tavolo anche per discutere di questioni che più volte le abbiamo sottoposto, a partire dal sottodimensionamento del personale in aeroporto. Basti pensare che i lavoratori in organico sono numericamente gli stessi nell’aeroporto di oggi, con oltre 7 milioni di passeggeri, di quelli che, qualche anno fa, lavoravano in uno scalo con la metà dei passeggeri. Abbiamo ancora 70 precari e secondo i nostri dati anche se venissero assunti tutti mancherebbe comunque almeno un’altra trentina di persone per sopperire alle carenze. Un’azienda che ha un utile di oltre 10 milioni di euro potrebbe anche pensare di stanziare un milione per stabilizzare i precari ed assumere qualcuno di nuovo”.

In una nota stampa la Sacbo precisa che “in riferimento all’accordo sindacale per la cassa integrazione in deroga, tale procedura si è resa necessaria per coprire il vuoto di
attività lavorativa nei giorni interessati dalla chiusura dello spazio aereo del nord Italia fino alla ripresa della normale programmazione dei voli. La cassa integrazione vale per i tre giorni di stop ed è frutto di un accordo sindacale per colmare il vuoto di attività”.

Nel frattempo Ryanair ha comunicato la ripresa regolare dei voli operati sull’Aeroporto di Bergamo Orio al Serio a partire dalle 6 di giovedì 22 aprile.

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