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Politica

Provincia: errore procedurale, salta la discussione sul Bilancio. Pirovano infuriato

Di Redazione20 aprile 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
La sede della Provincia in via Tasso

La sede della Provincia in via Tasso

BERGAMO — Chi lo conosce bene giura di averlo visto poche volte così arrabbiato. Il presidente della Provincia Ettore Pirovano ha concluso la seduta del consiglio provinciale di ieri pomeriggio mantenendo grande aplomb, ma con un volto talmente tirato da lasciar trapelare tutta la sua irritazione. Irritazione per un clamoroso errore procedurale che ha mandato a gambe per aria la discussione sull’argomento principale della giornata: il bilancio 2009 della Provincia.

Ecco come sono andati i fatti. Alle 17 comincia la seduta in aula. Con l’enfasi tipica dell’avvocato, il presidente del consiglio provinciale Roberto Magri annuncia lo spostamento di mozioni, interpellanze e quant’altro ad altre sedute, per consentire la discussione sull’argomento clou della giornata: il bilancio, appunto. Tutto è pronto, i consiglieri affilano le armi, quando dai banchi dell’opposizione chiede la parola Vittorio Milesi della Lista Bettoni. “Vorrei porre un problema al presidente del consiglio provinciale – attacca Milesi – chiediamo il rinvio della discussione sul bilancio perché esaminarlo e approvarlo oggi sarebbe illegittimo, dal momento che ai consiglieri provinciali non sono stati concessi i 20 giorni di tempo stabiliti dalla legge per prendere in esame la documentazione”.

Apriti cielo. Mentre Pirovano sbiancava in volto e Magri rischiava la salivazione azzerata, Milesi proseguiva: “Stando all’articolo 227 del decreto legislativo 267/2000, ai consiglieri devono essere concessi 2o giorni di tempo per analizzare il rendiconto dell’esercizio finanziario. Le 500 pagine sono state consegnate ai consiglieri il 7 aprile. Il 13 aprile il presidente del consiglio provinciale avvocato Magri ha convocato la seduta del consiglio provinciale per il 19 aprile, inserendo al punto 11 dell’ordine del giorno l’approvazione del rendiconto. Pertanto è evidente che il termine minimo dei 20 giorni non è stato rispettato. C’è una questione procedurale che rende illegittima qualunque approvazione”.

Insomma, nonostante la presenza di fior di giuristi ed esperti di procedure, i termini di legge rischiavano di essere violati. E così, per uno scivolone procedurale, a finire ko era l’Istituzione Provincia. Una figuraccia in diretta web, di cui Pirovano non ha colpa ma di cui, essendo il presidente, si è preso tutte le responsabilità, anche se sono in molti a paventare una successiva resa dei conti con i veri responsabili. “Mi scuso con i consiglieri – ha detto comunque il presidente tirando il microfono verso di sé – verificheremo da che cosa sia stato causata questo disguido”. “Vi assicuro che andremo a fondo sulla consecutio temporum che ha provocato questo disguido disdicevole” prometteva Pirovano cercando di mantenere i nervi saldi. Mentre Magri correva ai ripari convocando l’ufficio di presidenza e interrompendo la seduta.

Guarda il video con la richiesta di Milesi
Guarda il video con le scuse di Pirovano

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