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Atalanta, Mutti sbotta: divieto e anticipo sono ingiusti

Di Redazione20 aprile 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Bortolo Mutti

Bortolo Mutti

ZINGONIA — Bortolo Mutti adora i finali. Anche questa volta, la sferzata del tecnico bergamasco in conferenza arriva sul filo di lana e giudicando il tono perentorio delle sue affermazioni si capisce come le ingiustizie proprio non siano accettate. Il motivo? Giocare al sabato e privi di tifosi una sfida così importante senza la concomitanza con le altre concorrenti è tutto fuorché corretto.

Mister, dopo la vittoria sulla Fiorentina ritocchiamo le percentuali?
Teniamo il 15 per cento, speriamo che porti bene e andiamo avanti a lavorare. Ormai ne mancano solo quattro, credo che ogni volta cambieranno queste percentuali in base ai risultati ma quello che conta è concentrarci al massimo su quanto dobbiamo fare a San Siro. Dimentichiamo la Fiorentina, lo dissi anche della Roma, in modo da concentrarci solo sull’Inter.

Contro il Barcellona tiferà Inter?
Si perchè mi farebbe piacere che andasse in finale. E’ chiaramente una multinazionale, non avranno italiani in campo, però la loro qualificazioni farebbe molto bene al nostro calcio.

Magari la prova di stasera influirà sulla gara di sabato…
Non penso proprio, sono gruppi costruiti per giocare su più fronti  e se anche questa sera dovessero avere qualche problema la rosa li aiuta. Noi piuttosto, credo possiamo avere ancora problemi: Bellini lavora a parte, Talamonti e Garics non recuperano, Consigli è fuori e l’unico che forse può rientrare è Chevanton.

Una gara come Inter – Atalanta si prepara da sola?
Chiaramente nella testa dei giocatori l’impegno è già definito, il nostro lavoro dovrà orientarsi di più alle gambe e al recupero delle energie. Ci sono un po’ di scorie da eliminare, la gara da preparare è di grande intensità ma serve tanta attenzione anche in questi giorni per non peggiorare la situazione infortuni. Dobbiamo arrivare carichi e sereni.

Avete diffidati importanti: pensa a qualche cambio?
E’ sicuramente un problema, però non ci sono alternative. Abbiamo giocatori, come ad esempio Valdes, che giocano ininterrottamente da molto e avendo degli uomini pronti si potrebbe valutare anche di fare turnover: non possiamo pensarci, andiamo avanti con le forze a disposizione.

Doni come vive questo impegno part-time?
E’ importante sempre, nello spogliatoio come in campo. Mi ha dato fin dall’inizio la piena disponibilità, è un professionista che ha a cuore l’Atalanta e quando abbiamo parlato anche il primo giorno mi ha detto “mister, non ascolti nessuno. Faccia quello che deve, io sono a disposizione e conta solo la salvezza”. Ragazzo d’oro e professionista esemplare: per noi è importantissimo.

Ha preso in mano una squadra con il morale sotto i tacchi e ora si gioca la salvezza allo sprint: qual è il segreto?
Sono spesso entrato in gioco in momenti delicati come quello che ho trovato qui. Modena, Messina, Cosenza: situazioni simili che si affrontano creando fiducia e autostima dentro i tuoi giocatori. E’ importante non accentuare i problemi, dando sempre una soluzione quando ci sono momenti difficili. La determinazione sulla partita immediatamente successiva è fondamentale, ci siamo sempre riusciti e vogliamo farlo fino alla fine.

Un aggettivo per Mourinho?
Ha molte sfaccettature, è bravo a cambiare volto in situazioni diverse e posso dire che è un grande. Ci vuole forza per gestire le situazioni che deve affrontare lui, è bravo a spostare l’attenzione. Dal punto di vista tecnico – tattico è bravo, cavalca da anni palcoscenici importanti ed è riuscito a mantenere l’Inter ai vertici: non è per niente facile.

In serie A, è il miglior tecnico?
Ci sono allenatori bravi che si muovono in ambienti più difficili rispetto a quello dell’Inter: lavorare con Milito ed Eto’o è sicuramente meglio rispetto ad altre situazioni. Dico che il nostro campionato è molto difficile, Mourinho come Ranieri è un grande allenatore ma penso anche ad Allegri che, nonostante l’esonero, rimane un tecnico di grande spessore.

Domanda secca: vincere a San Siro significherebbe salvezza?
Sarebbe un’iniezione di grande fiducia, le certezze non ci sono mai però sicuramente dal punto di vista mentale tutto sarebbe diverso. Si parlava di percentuali, con tre punti a Milano quantomeno raddoppierebbero.

I politici si sono mossi per sbloccare il divieto ai vostri tifosi, vuol dire la sua?
Voglio dire due cose.  Sicuramente non è giusto il divieto, ho amici e parenti di Trescore che in quanto bergamaschi non possono partecipare alla trasferta. E’ gente civile, gente che paga le tasse e gode della libertà come tutti i cittadini: è normale permettere delle cose simili? Serve la carta d’identità, vedono che sei bergamasco e scatta il divieto. Pazzesco. In altre situazioni invece succedono cose vergognose, ci sono tifoserie che vanno in giro sempre mentre ai nostri viene costantemente vietato. In un sistema democratico, fatto di libertà personali, questo è davvero grave. Posso dire anche un’altra cosa?

Prego mister, ci mancherebbe…
Giocare al sabato alle ore 18 ci penalizza fortemente. Si preoccupano tutti della squadra che ha l’impegno in Champions League ma nessuno ha pensato che anche noi ci giochiamo qualcosa di importante. Noi vogliamo giocare in concomitanza con le altre concorrenti, ma dove esiste una cosa del genere? La nostra salvezza vale come l’obiettivo europeo per l’Inter, è ovvio che il Bologna e le altre giocando domenica hanno il vantaggio di conoscere il nostro risultato. Peccato che nessuno ne abbia parlato.

Fabio Gennari

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