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Mutti e i suoi ragazzi stanno facendo il miracolo

Di Redazione19 aprile 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Tiribocchi esulta per il gol (foto Mariani)

Tiribocchi esulta per il gol (foto Mariani)

BERGAMO — La media punti di Bortolo Mutti vale quella di Stefano Colantuono, condottiero nello stagione in cui l’Atalanta ha conquistato a quota 50 il miglior bottino di sempre in serie A. Anzi, spiccioli alla mano, siamo perfino sopra: 20 punti in 15 gare, media di 1,33 che rapportata all’intera stagione fisserebbe il totale a 50,67.

Certo, il calcio è tutto fuorché matematica, però mi sembra giusto partire da qualcosa di concreto per sottolineare la straordinaria inversione di marcia che Bortolo da Trescore è riuscito a fare con la squadra nerazzurra.

Prima del doppio impegno con Livorno e Cagliari, si diceva che senza due vittorie sarebbe stato tutto più difficile. Conquistate. Ci si è ripetuti prima del Siena: abbattuto. Se n’è parlato settimana scorsa pensando alla Fiorentina con quel pizzico di giusto timore legato ai valori dei gigliati. Risultato? Vittoria, convincente e meritata. Si parlava di un attacco sterile, incapace di pungere. Dodici reti nelle ultime sei giornate, una media pazzesca.

Il merito è sicuramente di chi scende in campo, difende la squadra dagli attacchi o lavora a centrocampo. I gol, poi, sono l’unico vero motivo per cui una partita va in un senso piuttosto che in un altro. Però non ci si dimentichi che gli stessi giocatori, nel girone di andata, non fecero praticamente mai prestazioni come quelle che ultimamente vediamo sugli schermi atalantini, quindi è giusto e doveroso dare i meriti a chi è stato capace, dopo mesi di depressione sportiva, di riaccendere un entusiasmo che a Bergamo sembrava scomparso.

Era il giorno della Befana, centinaia di tifosi inferociti fuori dal Comunale che volevano affrontare i giocatori. Atalanta battuta dal Napoli, Antonio Conte che ruppe definitivamente ogni rapporto con la gente della Dea. Poi ci fu Bonacina, poi iniziò l’era Mutti. Troppo molle e pacato secondo alcuni. Dati alla mano, l’unica persona che dopo Luigi Del Neri è stata capace di spremere questo gruppo per fargli ritrovare gol, punti e a tratti pure lo spettacolo.

L’Atalanta arriva da quattro successi consecutivi in casa e da due sconfitte, quelle di Torino e Roma, dove sono stati gli avversari a conquistare un successo immeritato. Il 2-1 contro la Juve è bugiardo, quello contro i giallorossi forse un po’ meno ma in entrambi i casi almeno un pareggio si doveva e si poteva conquistare.

Purtroppo è passato, quindi perché pensarci? Semplice, per trovare conferme. I resti dell’Atalanta, contate i titolari fermi e i giocatori che da un mese sono costretti agli straordinari, stanno incantando: corsa, manovra, gol e tenuta difensiva sono simili a quelli di squadre che in classifica stanno molto meglio. Il dato è importante, significa che l’allenatore di Trescore ha capito quali erano le corde da toccare, ha saputo lavorare in totale emergenza e sta riuscendo a tirar fuori qualcosa di incredibile da ragazzi che credono in lui e lo seguono.

Adesso passiamo alla classifica. E’ ormai chiaro che, grazie anche allo scontro diretto da disputare a Bergamo, la corsa più facile è sul Bologna. Non state a guardare i prossimi impegni, ma soffermatevi sulle prestazioni e sulle ultime gare. I felsinei a Udine sono passati con tanta fortuna subendo il apri sul filo di lana: sono 2 i punti da loro conquistati nelle ultime 7 giornate, siete sicuri che contro il Parma il successo è scontato? La Lazio ha perso il derby, è solo un passo più avanti del Bologna, deve pure andare a Genova e ricever l’Inter. Vediamo che succede.

Fermo restando che l’Atalanta a Milano non parte battuta, sarebbe molto importante che Bologna – Parma non finisse con un successo interno. Se così fosse, preparatevi ad invadere il Comunale domenica 2 maggio: Atalanta – Bologna vale la serie A, quel giorno il vecchio Brumana deve davvero tremare d’amore.

Fabio Gennari

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