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Politica

Provincia, rimpasto in giunta: fuori Capetti e un leghista?

Di Redazione14 aprile 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
La sede di via Tasso della Provincia di Bergamo

La sede di via Tasso della Provincia di Bergamo

BERGAMO — Il coordinatore del Pdl Carlo Saffioti, in una recente intervista, l’aveva detto: serve un riassetto nella giunta e nel consiglio provinciale. Indice che qualcosa in via Tasso non andava da tempo. Ma l’accelerazione in avanti, quella che potrebbe aver dato il via al primo rimpasto dell’amministrazione Pirovano, è arrivata con la vicenda delle società partecipate.

Ieri, il presidente Pirovano è uscito pubblicamente criticando la gestione pressoché fallimentare delle partecipate, costate 62 milioni di euro alle casse pubbliche. Di lì al giro di valzer nell’esecutivo, il passo è stato breve. Nei prossimi giorni in via Tasso probabilmente assisteremo ad alcuni importanti avvicendamenti. A partire dall’assessore Giuliano Capetti, titolare della Viabilità e dei Trasporti in questa giunta ma, soprattutto, vicino a Bettoni in quella precedente che promosse il ruolo imprenditoriale della Provincia e creò quella galassia di società che ora è nel mirino di Pirovano.

Pirovano avrebbe già chiesto le dimissioni di Capetti. Il presidente della Provincia le vede necessarie per dare un segno di discontinuità netto e inequivocabile con l’amministrazione precedente di cui l’ex socialista, volente e nolente, era esponente di spicco (nonostante abbia rinnegato a mezzo stampa operazioni come la creazione della discussa Abm2, la società provinciale che si occupa di infrastrutture).

In queste ore Capetti starebbe giocando la partita ai più alti livelli della politica bergamasca e regionale. Ma stavolta pare sia molto difficile spuntarla. Dunque, il miracolo di sopravvivere in due amministrazioni diametralmente opposte gli potrebbe essere riuscito solo in parte, solo per pochi mesi. Per Capetti si potrebbero aprire le prospettive di un incarico importante ai vertici di un ente pubblico. In provincia di Bergamo tutti i posti sono già coperti. L’unico vacante potrebbe essere la presidenza del Parco dei Colli, che peraltro interessa a un importante esponente del suo stesso partito. L’orizzonte dunque si allarga. Carlo Saffioti e Gregorio Fontana starebbero sondando la possibilità di un incarico per lui all’ombra del Pirellone.

Se Capetti dovesse lasciare via Tasso, sono tre i nomi in lizza per sostituirlo. Si parla dei consiglieri provinciali Alessandro Sorte, Maurizio Maggioni e Roberto Magri, non necessariamente in quest’ordine. Che all’avvocato Magri la presidenza del Consiglio provinciale andasse un po’ stretta era cosa nota. Ora potrebbero aprirsi le porte per un incarico nell’esecutivo. Al suo posto in consiglio provinciale farebbe il suo ingresso il primo dei non eletti: Adriano Monticelli, espressione dell’area del Pdl che fa riferimento a Carlo Scotti Foglieni.

Il rimpasto tuttavia non si limiterebbe al Pdl. Nonostante le smentite, secondo quanto trapelato, nel giro degli avvicendamenti ci sarebbe spazio anche per la sostituzione di un assessore leghista. E qui il mistero s’infittisce perché è difficile immaginare che Pirovano sacrifichi uno dei suoi uomini sull’altare del bon ton istituzionale nei confronti del Pdl. Al contrario, l’unica ipotesi plausibile è che uno degli assessori provinciali della Lega sia in procinto di lasciare via Tasso in direzione del Pirellone.

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