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Politica

Regione, toto-assessori: rispuntano Saffioti e Macconi

Di Redazione13 aprile 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
L'aula del consiglio regionale

L'aula del consiglio regionale

updated BERGAMO — Se il numero di assessori si scegliesse in base al peso demografico e a quello economico, probabilmente Bergamo avrebbe in giunta regionale fino a 4 assessori. In realtà, non è mai stato così e non sarà così nemmeno stavolta. La politica, si sa, segue vie ben più intricate. Per questo persino un presidente rodato come Roberto Formigoni si è preso un mese per decidere i componenti del suo esecutivo.

Per quanto riguarda i bergamaschi, il borsino della giunta mostra diverse novità significative. Partiamo dalla Lega. Gli uomini di Bossi pare stiano facendo a gara per evitare ruoli nella giunta Formigoni. Interpellati da Giancarlo Giorgetti, i bergamaschi avrebbero preferito, seppur per motivi diversi, una posizione più defilata, in consiglio regionale. Giosuè Frosio, il primo degli eletti, ha come noto problemi di salute e non se la sente di affrontare ruoli ad alta tensione. Daniele Belotti invece avrebbe mostrato qualche ritrosia, dovuta al ruolo troppo inamidato per un capopopolo come lui. Fra i consiglieri regionali resta Roberto Pedretti che prima di assumere un ruolo d’assessore preferirebbe far esperienza in consiglio regionale. Per l’eventuale assessore bergamasco, Bossi potrebbe dunque optare per una figura esterna.

Sul versante del Pdl, in netta ascesa le quotazioni di Carlo Saffioti e Pietro Macconi. Se il primo è visto come un outsider dell’area liberal-socialista, il destino di Macconi – escluso nonostante fosse nel listino bloccato del presidente -, è legato alle decisioni di Romano La Russa. An deve avere un assessore in giunta. Ma La Russa, in pole fino a ieri, sembra preferire il ruolo di capogruppo in consiglio regionale. Se ci riuscirà, la strada per Macconi potrebbe essere spianata, anche se sono almeno tre i rivali in lizza. Più difficile invece la corsa di Marcello Raimondi, vista la feroce competizione fra gli uomini di Comunione e liberazione che dovrebbero affiancare Formigoni. Restano stabili invece le quotazioni di Marco Pagnoncelli. Per lui potrebbe arrivare, nel peggiore dei casi, un sottosegretariato.

Quindi in totale, dovrebbero essere un paio gli assessori bergamaschi – un leghista e un pidiellino – più probabilmente un sottosegretario. Fra gli altri, invece la gara è molo accesa. Entrerà sicuramente in giunta Stefano Maullu, già assessore alla Protezione Civile e fedelissimo del coordinatore regionale Guido Podestà. Maullu, che ha preso oltre 17mila preferenze, secondo solo a Mario Sala a Milano, andrà probabilmente al Turismo anche se c’è chi lo vede meglio alla Protezione civile, a partire da Formigoni stesso. Alessandro Colucci andrà al Commercio. Mentre Sala se la giocherà con il bergamasco Raimondi. Entrambi però potrebbero rimanere fuori perché Cl, alla quale entrambi fanno riferimento, avrebbe già raggiunto la quota massima di assessori. Saranno infatti riconfermati Giulio Boscagli, Raffaele Cattaneo e Romano Colozzi. E Formigoni vuole accanto a sé anche Parolini.

Quotazioni in calo per Rossoni e Domenico Zambetti. Per Franco Nicoli Cristiani, due le destinazioni possibili. La presidenza dell’Arpa oppure, più probabilmente, la vicepresidenza del consiglio. Mentre la presidenza potrebbe andare a Davide Boni qualora il leghista non riceva l’assessorato al Territorio. La vicepresidenza della Regione sarà appannaggio del suo collega Andrea Gibelli, lumbard molto vicino a Cl, a cui andrà anche la delega più importante, quella alla Sanità. All’Ambiente si vocifera di Luciano Bresciani, medico di Bossi, mentre il figlio del Senatur Renzo è definitivamente uscito di scena. Sicuro l’assessorato all’Agricoltura per la leghista Monica Rizzi.

Possibile rientro in giunta di Massimo Buscemi, uomo vicino a Marcello Dell’Utri e alla famiglia Berlusconi. In giunta anche Alessandro Colucci. Impossibile infatti escludere il terzo più eletto su Milano, portabandiera degli ex socialisti (e sostenuto da Fabrizio Cicchitto). Infine, dei quattro sottosegretariati disponibili, due andranno ai ciellini di Formigoni, uno alla Lega e uno al Pdl, dove in lizza ci sarebbe appunto il bergamasco Pagnoncelli.

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