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Politica

Tassa rifiuti: Vertova propone un tetto ai proventi di Aprica

Di Redazione13 aprile 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Pietro Vertova

Pietro Vertova

BERGAMO — Sulla questione dell’aumento della tassa rifiuti, interviene il consigliere comunale indipendente nei Verdi Pietro Vertova. Ecco la sua opinione e la sua proposta.

“La complessa vicenda giuridica e politica legata alla Tia (Tassa d’igiene ambientale, cioé la tassa sui rifiuti) lascia ampie possibilità redistributive al Comune di Bergamo – spiega Vertova in un comunicato -. Per un certo periodo, la gestione finanziaria dei rifiuti é avvenuta autonomamente in capo alla società Aprica (controllata da A2A), che riscuoteva direttamente la tassa sui rifiuti (applicando l’Iva del 10 per cento). Dopo la sentenza 238 del 2009 della Corte Costituzionale, che ha dichiarato la non legittimità giuridica dell’esistenza di una tassa (l’Iva) su un’altra tassa (la tassa sui rifiuti), il Comune di Bergamo deve reintegrare la tassa sui rifiuti all’interno del suo bilancio. In pratica, le tariffe saranno pagate dai cittadini direttamente al Comune di Bergamo (che riscuoterebbe, sulla base delle tariffe proposte da Tentorio, 16 milioni di euro). Questi 16 milioni di euro saranno poi girati alla società Aprica che gestisce la raccolta dei rifiuti”.

“Di fronte a questo cambiamento finanziario – prosegue Vertova – come modificare le tariffe esistenti? La proposta politica della Giunta Tentorio é quella più facile, ragionieristica e impopolare: aumentare la tassa sui rifiuti (al netto dell’Iva) del 10 per cento per tutti. Questo significa che per le famiglie nulla cambia rispetto alla situazione precedente (perché quel 10 per cento in più compensa la sparizione dell’Iva applicata da Aprica), ma per i commercianti e per tutte le partite Iva si tratta di un aumento effettivo del 10 per cento, in quanto non potranno più scaricare l’Iva. Invece per il Comune vi sarà un aumento nelle spese organizzative (che si potrebbe stimare attorno a 500 mila euro) necessarie a gestire direttamente la raccolta della tassa sui rifiuti. Ma questo significa anche che la società Aprica incasserà maggiori entrate rispetto a prima (gli aumenti per le partite IVA) sopportando peraltro spese inferiori (non deve più gestire la raccolta della tassa). Insomma, Aprica aumenta i suoi profitti dalla gestione dei rifiuti”.

“La società Aprica, controllata da A2A, ha realizzato nel 2008 utili netti pari a 26,3 milioni di euro. Non ha certo bisogno di aumentare le entrate e ridurre le spese!” conclude Vertova. “Una proposta seria, equa e popolare é la seguente: il Comune riduca le tariffe per tutti i cittadini e paghi ad Aprica per la raccolta dei rifiuti non più di 15 milioni di euro invece che 16 milioni di euro. Qualche profitto in meno per Aprica, qualche risparmio in più per tutti i cittadini!”.

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