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Bergamo Editoriali

Il centrodestra gioca a fare la sinistra: aumenta la tassa rifiuti

Di Redazione13 aprile 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Palafrizzoni, sede dell'amministrazione comunale

Palafrizzoni, sede dell'amministrazione comunale

Eravamo abituati a pensare che lo schieramento politico delle tasse per antonomasia fosse quello di centrosinistra. Ebbene, stando a quanto sta accadendo per la tassa sui rifiuti, dobbiamo ricrederci. Sì perché al di là della propaganda, il Comune di Bergamo ha deciso di rispettare in pieno l’accordo contrattuale con A2A e di aumentare la tassa sui rifiuti per famiglie e commercianti.

Risultato: la tassa d’igiene ambientale – quella tanto discussa su cui veniva applicata una tassa sulla tassa – crescerà dell’1,5 per cento. Si tratta, a nostro modesto avviso, di un errore politico madornale. Perché al di là della mera applicazione degli accordi con la società A2A, cade in un momento in cui le famiglie bergamasche hanno ancora pochi soldi a disposizione, e un aumento di tasse va gravare su bilanci familiari già sferzati da una crisi economica da cui non siamo ancora usciti, nonostante i proclami.

Errore politico dicevamo. Perché in questo modo concede al centrosinistra la possibilità di uscire dall’angolo e strombazzare ai 4 venti che le tasse comunali sono aumentate, che la benzina è alle stelle, che l’inflazione a Bergamo è tornata a salire, che i prezzi degli alimentari non sono mai diminuiti, che quelli delle poste sono smisurati, che i prezzi delle case restano proibitivi come gli affitti in gran parte della città e che le famiglie, più che mai, non arrivano a fine mese. Cose vere, per carità, ma che colorate di politico sono facilmente sfruttabili.

Lo stesso vale per la situazione dei commercianti, dal momento che i negozi registrano ancora chiusure e solo di rado si riempiono, come in occasione dei saldi. La colpa dell’aumento della tassa rifiuti, in questo secondo caso, è stata data alla sentenza – sacrosanta – della Corte costituzionale che in sostanza stabilisce che non si possono applicare tasse sulle tasse. Per un arcano guazzabuglio, i commercianti non potranno più recuperare l’Iva, con il risultato di un ulteriore esborso. Ebbene, è un meccanismo pericoloso quello che fa sentire i cittadini sudditi da spellare, che devono pagare gabelle alle amministrazioni pubbliche anche se hanno ragione. Ed è politicamente suicida perdere l’appoggio delle categorie. Il centrodestra, ricordo a tutti, è fondato su uno spirito libertario e antiburocratico che ne ha decretato il successo politico. Mostrarsi rigidi e simili alla sinistra non farà altro che aumentare il già notevole distacco dei cittadini dalla politica, al grido di “sono tutti uguali”.

Ci permettiamo dunque di dare un consiglio al sindaco, che da commercialista sa fare bene il suo mestiere ma da politico è fallibile come tutti: dove possibile, soprassieda. E magari, per assestare il bilancio di Palafrizzoni, cerchi di recuperare quei 2,2 milioni di euro di tasse già pagate dai bergamaschi ma sparite nel buco nero di Tributi Italia, sulla cui gestione la magistratura ha aperto un’inchiesta.

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