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Bergamo

Suolo pubblico, commercianti preoccupati: una piazzola costerà fino a 2300 euro

Di Redazione7 aprile 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Stangata in vista per le bancarelle, anche in centro città

Stangata in vista per le bancarelle, anche in centro città

BERGAMO — Le modifiche al regolamento per la definizione del canone di occupazione del suolo pubblico della città di Bergamo, che sono all’ordine del giorno nel Consiglio Comunale di oggi mercoledì 7 aprile, preoccupano le associazioni di categoria Ascom e Confesercenti. “Siamo consapevoli che le tariffe sono ferme da circa una decina di anni – affermano Luigi Trigona, direttore di Ascom, e Giacono Salvi, direttore di Confesercenti – ma la variazione che l’amministrazione comunale vuole apportare cade in un momento di difficoltà per il commercio e rischia di colpire duramente le numerose attività commerciali e la città stessa”.

Il provvedimento in questione andrebbe ad aumentare di molto la tariffa per l’occupazione del suolo pubblico per pubblici esercizi, edicolanti, chioschi e ambulanti. Per esempio, la maggior parte dei mercati cittadini oggi è ubicata nella zona definita dal regolamento come “zona 4”, in cui – secondo i calcoli fatti – si prevede un aumento della tariffa del 39 per cento: un ambulante con un bancone di 35 metri verserà un importo annuale di 659 euro invece di 473 euro; mentre per chi opera sul Sentierone o al mercato della Cittadella, che costituisce un servizio per chi abita in Città alta, l’aumento sarebbe perfino del 396 per cento, in quanto la tariffa annua passerà da 473 euro a 2.347 euro.
Per un dehor di un pubblico esercizio in area centralissima, ad esempio piazza vecchia o piazza Vittorio Veneto, la tariffa passa da 66,72 €/mq a 100,10 €/mq con un incremento del 50 per cento”.

«L’iter adottato dall’Amministrazione è stato troppo rapido per un provvedimento che potrebbe avere un impatto molto pesante su alcune categorie – dichiarano i due direttori – e che non si giustifica con i maggiori proventi che il Comune potrebbe incassare con l’Adunata degli alpini di maggio. Anzi. Gli aumenti proposti potrebbero contribuire a diminuire le occupazioni commerciali cittadine, a rendere meno vivace e attraente la città e di conseguenza gli stessi maggiori introiti potrebbero essere completamente vanificati”.

L’aumento della tariffa di occupazione del suolo pubblico potrebbe avere come conseguenza l’annullamento di una serie di manifestazioni, fiere e mercati che ora si svolgono in città. Per il momento le due Associazioni di categoria hanno incontrato l’Amministrazione comunale, con la quale hanno definito congiuntamente alcuni emendamenti, in particolare quelli che dovrebbero favorire l’abbattimento delle tariffe per le manifestazioni promosse dalle associazioni di via, che dovrebbero costituire l’asse portante per la futura attrazione e la vivibilità dei borghi cittadini. Per quanto riguarda i mercati, l’Assessore al Commercio e alle Attività produttive, Enrica Foppa Pedretti, si è resa disponibile a collaborare con le due associazioni per favorire il mantenimento dei mercati in difficoltà, anche attraverso l’abbattimento del canone di occupazione.

Ascom e Confesercenti hanno richiesto all’amministrazione, qualora le modifiche al regolamento saranno adottate, di applicarle in via sperimentale, in modo di verificare ed approfondire l’impatto che avranno sulle categorie coinvolte e di conseguenza ridefinire equamente il canone a salvaguardia del commercio cittadino.

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