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Psicologia

La crisi si batte col make-up

Di Redazione6 aprile 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Profumeria

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Nonostante gli effetti della crisi partita nell’autunno 2008, in Italia crescono i consumi di cosmetici. Crescita in tutti i settori, ad eccezione dei saloni estetici e dell’acconciatura rispettivamente in calo del 4,5 e del 5,1 per cento. Il valore totale è pari a 9.107 milioni di euro per un tasso di sviluppo dello 0,3 per cento.

A renderlo noto, Unipro, l’Associazione Italiana delle Imprese Cosmetiche, che presenta le statistiche del mercato cosmetico nel 2009 in occasione del Cosmoprof Worldwide Bologna 2010. Significativa la crescita delle vendite nella grande distribuzione, +2,6 per cento che, con un valore di 4.100 milioni di euro, conferma di saper assecondare le modificazioni di gusto e di propensione all’acquisto dei consumatori.

Potrà sembrare strano che in un periodo di forte crisi, la vendita dei cosmetici sia invece in decisa crescita. Ma, come spiegano gli psicologi, sono proprio i sentimenti di ansia, insicurezza, bisogno di conferme a far “rifugiare” donne, ragazzine, ma anche sempre più uomini nel mondo del make-up. Per sentirsi più belle, più sicure di sé, più apprezzate anche in un momento di difficoltà.

Emerge il ritratto di consumatori fedeli all’uso quotidiano di cosmetici che adocchiano nuove proposte e scelgono con sempre più consapevolezza. Questo profilo emerge dall’annuale rilevazione del Centro Studi e Cultura d’Impresa che ha ulteriormente ottimizzato le proprie rilevazioni confrontando i database nazionali con le statistiche elaborate internamente.

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