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Economia

Maxibonus per i manager, alla faccia della crisi

Di Redazione2 aprile 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Pioggia di denaro per i dirigenti del Credit Suisse

Pioggia di denaro per i dirigenti del Credit Suisse

Alla faccia della crisi. Tre miliardi di franchi, o se preferite 2,12 miliardi di euro: è il gigantesco malloppo di bonus che manager e dirigenti di Crédit Suisse si apprestano a spartirsi. Una montagna di danaro che verrà loro elargita tramite azioni della stessa società, alla scadenza del piano quinquennale di “incentivi alle performance”, secondo quanto riporta il Financial Times.

Il tutto è finito sotto il titolo “Bonus bonanza a Credit Suisse”, perché secondo il quotidiano questa scorpacciata potrebbe innescare nuove dure polemiche in Svizzera, e imbarazzi per la banca. A beneficiare della pioggia di quattrini sono 400 dirigenti, fra cui l’amministratore delegato Brady Dougan, che da solo, con un premio previsto di 1,3 milioni di azioni, in base alle quotazioni attuali intascherà qualcosa come 50 milioni di euro.

Ma trattamenti altrettanto faraonici verranno riservati al numero uno dell’investment banking, Paul Calello, con 20 milioni di franchi, e al capo della divisione private banking, Walter Berchtold, con 22 milioni di euro. Inoltre la vicenda emerge solo pochi giorni dopo che il rapporto 2009 di Crédit Suisse aveva già rivelato che Dougan è top manager di banca più pagato d’Europa, aggiunge l’Ft, e uno dei più retribuiti al mondo.

A innescare l’Eldorado di gratifiche l’effetto moltiplicatore sui bonus previsto dalla schema del gruppo, che mette a raffronto la redditività a favore degli azionisti paragonata con altre grandi banche internazionali. Questo meccanismo ha moltiplicato i bonus di 4,8 volte, perché l’istituto ha erogato il secondo miglior livello di redditività tra quelli presi a riferimento, laddove diversi erano piombati a livelli negativi.

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