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Politica

Vertova interroga la Foppa Pedretti: ma quali sono le attività “tradizionali”?

Di Redazione31 marzo 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Il consigliere comunale d'opposizione Pietro Vertova

Il consigliere comunale d'opposizione Pietro Vertova

Il consigliere del Gruppo misto Pietro Vertova ha presentato un’interpellanza in consiglio comunale in cui chiede chiarimenti all’assessore al Commercio Enrica Foppa Pedretti in merito alle attività commerciali nei centri storici. Ecco il testo.

“Premesso che:
Da numerose interviste sui giornali (l’ultima é apparsa il 19 marzo sul quotidiano “Il Bergamo”) sembrerebbe che l’Assessore al commercio Foppa Pedretti stia preparando un regolamento comunale per “selezionare” le attività commerciali “compatibili” con il “centro storico” e le “tradizioni” di Bergamo, vietando quindi alcune licenze commerciali in certe aree della città.

Considerato che:
-Un regolamento comunale deve essere in grado di dare una risposta a tutte le fattispecie possibili per non lasciare spazio ad arbitrarietà nell’applicazione del regolamento medesimo;
-Il concetto di “tradizione” é molto discusso e soprattutto in continua evoluzione.

Tanto premesso e considerato, il sottoscritto consigliere comunale interpella l’assessore al Commercio Foppa Pedretti per escludere a priori che vi sia una qualche discriminazione nella concessione delle licenze sulla base dell’identità individuale delle persone che chiedono la licenza (pe esempio sesso, nazionalità, etc

E per sapere con precisione: quali di queste attività commerciali intende vietare nel “centro storico”:

1- RISTORANTI (sì oppure no).
Se la risposta é “sì in generale”, notando che un qualsiasi ristorante potrebbe decidere in un qualsiasi momento di inserire nella carta il burek o il kabab o il sushi o il prosciutto di Parma o il vino australiano oppure tutti questi insieme oppure togliere tutto e rimanere solo con i burek, oppure solo con i kebab oppure solo con il kebab e l’amatriciana, chiedo cortesemente di indicare quali, tra le infinite alternative possibili, si intenda vietare per difendere le proprie tradizioni.

2- BAR (sì oppure no)
Se la risposta é “sì in generale”, notando che un qualsiasi bar potrebbe decidere in qualsiasi momento di proporre bevande come il succo di guyava o il Bloody Mary o il caffé brasiliano o un thé particolarmente speziato e così via, chiedo cortesemente di indicare quali, tra le infinite alternative possibili, si intenda vietare per difendere le proprie tradizioni.

3- NEGOZI DI ALIMENTARI (sì oppure no).
Se la risposta alla precedente é “sì in generale”, notando che in qualsiasi momento un tale negozio potrebbe proporre il “caffé zapatista” oppure un prodotto svizzero oppure un qualsiasi articolo, chiedo cortesemente di indicare quali tra le infinite alternative possibili si intenda vietare per difendere le proprie tradizioni.

4- NEGOZIO DI ABBIGLIAMENTO (sì oppure no).
Se la risposta é “sì in generale”, chiedo cortesemente di indicare quali, tra le migliaia di marche e di capi di abbigliamento esistenti e tutte le loro possibili combinazioni, si intenda vietare per difendere le proprie tradizioni.

5- NEGOZIO DI VENDITA DI SERVIZI MULTIMEDIALI (sì oppure no)
Se la risposta é “sì in generale”, considerando che i mezzi di comunicazione sono ormai moltissimi (telefonia fissa e mobile, telefonia skype, chat varie, facebook,etc…), chiedo cortesemente di indicare quali mezzi di comunicazione si intenda vietare e quali no per difendere le proprie tradizioni”.

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