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Editoriali

Atalanta, ma dove ti eri nascosta?

Di Redazione25 marzo 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Jaime Valdes, uomo simbolo delle ultime due vittorie

Jaime Valdes, uomo simbolo delle ultime due vittorie

BERGAMO — Tutto questo, permettetemi, non è logico. Non si può spiegare con razionalità e argomenti convincenti una simile metamorfosi dell’Atalanta nel giro di pochi giorni. Ricordo bene i pomeriggi passati al Comunale discutendo di prestazioni scialbe, risultati scadenti e approcci sbagliati. Pensateci bene, potete farlo tutti.

Poi arriva il Livorno, tre sberle senza fatica. Si presenta il Cagliari. Altro giro, altri schiaffoni che senza Marchetti (sì, proprio lui, quello che non era pronto per la serie A…) sarebbero potuti essere molti di più. E adesso che si fa? Ci si deve credere un po’ di più o l’impresa resta impossibile?

Mi ero espresso con grande scetticismo nelle scorse settimane, non nego che avevo la testa già rivolta al peggio. Tuttora credo che, matematicamente parlando, è davvero dura visto che ci sono ancora 24 punti in palio ma l’Atalanta è a due partite dall’aggancio. Quattro punti in meno rispetto a Udinese e Lazio. Non sono pochi.

Dopo una giusta dose di realismo, apriamo il libro dei sogni. Mi hanno sempre insegnato che dipende tutto dalla testa. E’ incredibilmente vero. Mutti non ha inventato moduli o movimenti particolari, l’Atalanta ha giocato con il classico 4-4-2 e senza Doni lì davanti Amoruso è stato costretto ad accorciare un po’ verso i centrocampisti.

Ciò che è successo dopo la sconfitta di Parma è che il gruppo, costretto al ritiro, si è guardato dentro e ha deciso di provarci. Trascinati da un Valdes straripante, il salto di qualità di uomini come Guarente e Ferreira Pinto uniti al solito lavoro di Manfredini, Garics e Padoin ha contribuito a due successi fondamentali visto anche il cammino delle avversarie.

La consapevolezza dei tuoi mezzi, la fiducia e la voglia ti fanno fare cose che sembravano inimmaginabili. Non sappiamo se c’è ancora tempo, sicuramente giocando in questo modo qualcosa di grandioso si può fare soprattutto perchè l’Atalanta, adesso, non ha più nulla da perdere. Già, nulla da perdere. Il terz’ultimo posto significa serie B, l’unica strada per salvarsi è tentare l’impresa ovunque. Oggi, secondo voi, ha più paura l’Udinese di essere risucchiata o l’Atalanta di non farcela?

Tornando alla partita, l’infortunio muscolare di Chevanton ha costretto Mutti a gettare nella mischia Simone Tiribocchi. Risultato? Gol e rigore procurato per l’unico attaccante che in questa stagione si sta confermando sui suoi livelli. Con quello rifilato al Cagliari, difficile e tremendamente importante, siamo a quota otto. Tutti importanti per il risultato. Chievo, Milan, Udinese, Parma, Siena, Inter, Bari e Cagliari: diciotto punti conquistati quando il “Tir” ha messo la palla in rete.

Numeri a parte, oggi c’è un uomo simbolo della rinascita. E’ piccolo, perfino timido agli occhi dei più attenti osservatori. Eppure sul campo prende palla e punta qualsiasi cosa. Cerca i compagni, costringe i portieri al miracolo, gli avversari ad usare le maniete forti e poi segna. Due gol, siamo a quota sei dall’inizio dell’anno. Uno su rigore, l’altro con una pennellata che si infila dove nessuno può arrivare. Parlo di Jaime Valdes, “El Pajarito”.

Gioca bene da settimane, Mutti a Parma ci aveva rinunciato ma non accadrà più perchè il buon Lino vede e provvede. Bianco nel dopo gara ha rivelato come i suoi complimenti sono stati sinceri, “se hai voglia, ci puoi salvare” la frase per il compagno. Per l’impresa forse serve di più ma è innegabile come certe prestazioni convincano oltre ogni ragionevole speranza.

Chiudo con il pubblico, sottolineatura doverosa. “Carica Ragazzi” lo striscione esposto prima del fischio d’inizio. Effettivamente la spinta della gente si è sentita subito molto forte, sarà stata anche la bella serata di primavera ma le tribune erano piene come da tempo non accadeva. Durante i novanta minuti si avvertiva a pelle l’elettricità dell’aria. I gol, il tripudio, la vittoria. Ho pensato più volte che questa gente, questa città, non possono retrocedere.

Badate bene, al di là del risultato che maturerà sul campo, questo non succederà. L’ho detto e lo ribadisco. C’è modo e modo di affondare, per quanto possa sembrare strano dirlo oggi la prestazione di ieri sera come quella con il Livorno sono sufficienti per addolcire la pillola. Da qui alla fine i tifosi della Dea vogliono vedere cuore, grinta e attaccamento. Poi, vada come vada.

Ultimo inciso, capitolo trasferte. A Torino gli appassionati nostrani non ci potranno andare (i romanisti invece a Bologna sono riusciti ad entrare) mentre quelli della Juve hanno comunicato che staranno fuori. Chi ha il pane non ha i denti, chi ha i denti non ha il pane.

Fabio Gennari

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