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Politica

Scotti con il cardinal Bagnasco: dico no all’aborto, omicidio perfetto

Di Redazione23 marzo 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Carlo Scotti Foglieni, candidato alle regionali nelle file del Pdl

Carlo Scotti Foglieni, candidato alle regionali nelle file del Pdl

BERGAMO — “Fa bene il Cardinale Bagnasco a richiamarci ai nostri valori. E la vita è sicuramente uno di questi. Aborto ed eutanasia non sono che un modo figlio del pensiero debole, amico dei comunisti, per spacciare per soluzione sociale quello che non è altro che un omicidio”. E’ il commento di Carlo Scotti Foglieni, candidato per il Pdl alle prossime regionali, al richiamo diffuso questa mattina dalla Conferenza Episcopale Italiana.

“Non è uccidendo bambini prima che nascono, che si risolvono i problemi sociali – prosegue Scotti -. Io sono da sempre totalmente a favore del diritto alla vita. Considero l’aborto una forma legalizzata di omicidio di comodo, che ci infila sul piano scivoloso che ha portato troppo spesso le società prive di etica a compiere crimini orrendi in nome di un preteso interesse collettivo. Ne cito uno per tutti: la sterilizzazione di massa per disabili effettuata dalla “civilissima” Svezia. Si parte da poco, dal dire che un embrione non è vivo, dal dire che una persona in coma è morta, per passare facilmente a dire che persone che non sono in condizioni di difendersi non hanno diritto di essere tutelate”.

E i dati parlano chiaro: “Un miliardo di aborti in 30 anni è una cifra assurda, che non trova alcuna giustificazione, e parliamo solo di quelli legali. Io ho sempre avuto il coraggio delle mie opinioni e anche in questo caso non ho paura a manifestare tutta la mia contrarietà. Mi schiero a viso aperto. Il dono della vita non può essere un principio negoziabile. È un valore, e su questo va fondata tutta la nostra società. Quale modello di società può parlare di solidarietà se accetta l’omicidio come base?”.

“In una società in cui la pena di morte non è ammessa nemmeno per i criminali più efferati, è semplicemente grottesco vedere la gente sfilare nelle piazze in difesa della pena di morte per gli innocenti e gli indifesi – prosegue il candidato del Pdl -. L’uomo riceve la vita come un dono che non gli appartiene, e non può avere il diritto di disporne. Riconoscere il diritto alla vita, dal concepimento alla morte naturale, è il principio sul quale il nostro Paese deve basarsi”.

“Dico no all’aborto, dico no all’eutanasia – conclude Scotti -. Se lottiamo e vantiamo di essere contro la pena capitale come possiamo essere a favore di interruzioni volontarie della vita? Abbiamo accantonato i principi che appartenevano alla nostra civiltà giudea-cristiana. Abbiamo fatto diventare l’aborto una pratica legale, poi legittima fino a quando è diventata una pratica moralmente indifferente. La negazione della vita di un embrione nel grembo materno cancella tutto il futuro dell’essere umano”.

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