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Psicologia

Quando svegliarsi è un trauma

Di Redazione22 marzo 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Quando svegliarsi è un trauma

Quando svegliarsi è un trauma

Risveglio sinonimo di trauma. Chissà per quanti di voi, nottambuli e non, il suono della sveglia sembra un incubo la mattina. Eppure ci sono delle piccole regole che aiutano a recuperare in fretta e a presentarsi al lavoro con un bel sorriso. Il decalogo elaborato da Nancy Collop, direttrice del centro specializzato in disturbi del sonno del Johns Hopkins Hospital a Baltimora, potrebbe aiutare i forzati dell’alba a fare meno fatica ad aprire gli occhi. Ma anche a riposare meglio di notte. 

Prima di tutto programmare la sveglia sempre alla stessa ora aiuta, anche durante il fine settimana. Lasciare che la luce del sole entri direttamente nella stanza da letto. Scegliere, dunque, un’esposizione ad est e lasciare le tapparelle alzate: la regolazione del ciclo dormi-veglia segue infatti quello della luce-buio regolando l’orologio biologico. In assenza di luce naturale, scegliere una lampada che riproduca l’intensità delle luce solare. 

Ci sono poi altri accorgimenti che aiutano a dormire meglio e quindi ad essere più riposati l’indomani: ridurre i rumori, non mangiare troppo di sera, non cenare troppo tardi, non bere caffè oltre il tardo pomeriggio e non fare attività fisica prima di andare a letto. Infine i consigli per il dopo-risveglio: un’abbondante colazione e un po’ di esercizio fisico mettono in circolo le endorfine stimolando il corpo ad affrontare con più grinta i ritmi da lavoro. Facile, no?

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