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Politica

Il Pdl in piazza a Roma, gli organizzatori: siamo un milione

Di Redazione20 marzo 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Silvio Berlusconi sul palco di San Giovanni

Silvio Berlusconi sul palco di San Giovanni

ROMA — Secondo gli organizzatori, erano un milione. Secondo la Questura, 125mila. Indipendentemente dalle cifre, è stata un successo la manifestazione di questo pomeriggio del centrodesta a Roma a cui hanno partecipato anche un paio di migliaia di sostenitori bergamaschi.

A chiudere la giornata, a cui ha partecipato anche Umberto Bossi, è stato il premier Silvio Berlusconi che ha parlato di “una scelta di campo, siamo qui per reagire agli attacchi dei giudici e della sinistra, per la democrazia e per non essere spiati; basta pollai in tv e processi farsa.Presentati uno a uno i candidati che poi giurano sul Patto per l’Italia”.

I candidati governatori del centrodestra hanno giurato di rispettare un “patto per l’Italia”, un “patto per la libertà” che, fra gli altri punti, prevede anche uno snellimento della burocrazie e una riduzione delle tasse. Silvio Berlusconi, nel corso della manifestazione di piazza San Giovanni, ha chiamato sul palco i candidati governatori e ha letto quello che ha definito un “patto per l’Italia”.

Fra i punti, Berlusconi ha citato “l’attuazione immediata del piano casa finora ostacolato dalla sinistra, lo snellimento significativo di tutte le procedure burocratiche, tagliando le tasse e dando la possibilità di creare imprese in un solo giorno”; il “dimezzamento” delle liste d’attesa per gli esami medici e più zone verdi.

Poi, i candidati hanno letto tutti insieme il giuramento: “Io di fronte a questo popolo che rappresenta tutti i moderati nel nome della libertà prendo solennemente impegno a realizzare tutti i punti del patto per l’Italia”.

Da qui alla fine della legislatura saranno tre anni “decisivi” per portare a termine la “rivoluzione liberale” che comprende le riforme delle istituzioni, della giustizia, del fisco e persino la vittoria su una malattia come il cancro, ha detto Berlusconi. “Ci aspettano tre anni di lavoro: tre anni nei quali uscendo via via dalla crisi attueremo le grandi riforme. Le riforme istituzionali, dalla riduzione del numero dei parlamentari, all’elezione diretta del premier o del presidente della Repubblica; la grande, grande, grande riforma della giustizia; la profonda riforma e l’ammodernamento del sistema fiscale, la questione del federalismo”.

“Continueremo – ha aggiunto – con la stessa determinazione la lotta contro la mafia e la criminalità organizzata. Vogliamo dare più sicurezza per i cittadini, vogliamo arrivare ad avere meno tasse, meno burocrazia, più infrastrutture e più verde. Vogliamo anche vincere il cancro che colpisce ogni anno 250mila italiani e che riguarda quasi due milioni di nostri cittadini. Dobbiamo affrontare questi tre anni forti di un pieno mandato dagli italiani” perché saranno “tre anni decisivi per quella rivoluzione liberale che abbiamo promesso agli italiani”.

“Se la sinistra dovesse vincere, l’Italia sarà meno libera” ha detto il premier. “Se ci fosse stata un’opposizione democratica – prosegue – non avrebbe impedito ai cittadini di votare un partito. Noi non lo avremmo fatto”.

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