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Scatta l’ora di Chevanton: abbiamo carattere, dobbiamo vincere

Di Redazione18 marzo 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Ernesto Chevanton

Ernesto Chevanton

ZINGONIA — Da lui, ci si aspettava di più. Qualcuno forse molto, altri magari meno ma tutti quando hanno sentito dell’arrivo di Chevanton a Bergamo sognavano il bomber di Lecce. Dopo il lavoro agli ordini di Ventrone, l’attaccante uruguaiano ha segnato a Bologna il primo gol in maglia nerazzurra ma nelle successive uscite ha deluso e domenica avrà una grande occasione per rifarsi.

Ernesto Chevanton, contro il Livorno avrai la prima maglia da titolare a Bergamo…
Sono contento, magari avrò la possibilità di giocare dal primo minuto. Deciderà il mister ma io sono tranquillo perchè penso che la squadra abbia tutte le possibilità di uscire da questa situazione: dipende soltanto da noi. Mi sento bene e sto lavorando molto, lo faccio da quando sono arrivato e se ne avrò la possibilità cercherò di dare tutto quanto è nelle mie corde per aiutare la squadra.

Giornate intense, quelle in ritiro. Cosa vi siete detti?
Quello che ci ripetiamo sempre. Dobbiamo crederci, fino alla fine, perchè abbiamo i mezzi per tirarci fuori e sono convinto dipenda solo da noi. Domenica cercheremo il risultato pieno, siamo consapevoli che forse è l’ultima possibilità di agganciare chi ci precede.

Il gol di Bologna non è stato seguito da molte occasioni per segnare altre reti pesanti…
Certo, mancano i miei gol ma non credo che servano solo i gol di Chevanton. Gli undici che entrano in campo, chi è in panchina ma anche quelli che sono in tribuna insieme ai tifosi devono contribuire perchè davvero c’è bisogno di tutti quanti. La gente ci è sempre stata vicino, non possiamo dire niente a loro se non che faremo il massimo per renderli felici.

Ti pesa il poco spazio avuto finora?
E’ normale che uno voglia giocare sempre, fare tanti gol ed essere importante per la squadra. Sono venuto a metà dicembre per avere la possibilità di fare bene, ho scelto l’Atalanta perchè ha un gruppo spettacolare ed è una magnifica squadra. Non sono riuscito a giocare con continuità, ci sono altri giocatori con grande esperienza come Doni, Tiribocchi e Amoruso ed è il mister che fa le scelte che rispetto.

Mutti ha detto che la squadra ha poco carattere…
Ognuno è libero di pensare quello che vuole, io non sono d’accordo. La squadra ha grande carattere, ottimi giocatori pieni d’esperienza: forse lui voleva dire altro ed è stato scritto qualcosa di diverso. Lavoriamo in settimana al massimo per ottenere risultati che la domenica non arrivano, forse questo rende tutto più difficile ma la voglia di uscire dal momento duro è grande.

Si dice che Chevanton giochi poco per la squadra…
Non so questa cosa da chi sia uscita, ho fatto novanta minuti solo contro la Sampdoria e poi altri spezzoni di metà tempo e quindi le possibilità di farmi vedere sono state poche. Ho sempre giocato per la squadra, penso che se un giocatore vuole fare bene deve mettersi a disposizione del gruppo visto che il calcio è qualcosa di collettivo: se avessi voluto fare le cose da solo andavo a giocare a tennis.

Si torna a Bergamo, senti molto la carica della gente?
Penso che i tifosi abbiano capito come è Chevanton, grazie a Dio dove sono stato mi hanno sempre voluto bene e questo succede perchè mi attacco alla maglia dando il massimo. A Lecce, Monaco e Siviglia è successa la stessa cosa, con i compagni lotterò fino in fondo per la salvezza.

Come si vince la gara di domenica?
Dobbiamo far capire al Livorno che se cercano punti devono farlo la prossima partita: domenica, a Bergamo, l’Atalanta deve vincere. Personalmente sogno di far gol al Comunale, ci sono riuscito solo a Bologna ma in casa mi manca: spero di farcela ma la cosa più importante è che arrivino quei tre punti che possono avvicinarci alla Lazio. Segnasse anche Consigli, finisse 1-0 ma dobbiamo vincere.

Fabio Gennari

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