iscrizionenewslettergif
Sport

Atalanta, parla Bellini: cerchiamo la gara della svolta

Di Redazione17 marzo 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Gianpaolo Bellini

Gianpaolo Bellini

ZINGONIA — Eccolo, il volto dell’Atalanta di oggi. Pesto, segnato. Ma vivo e voglioso di non mollare. Se l’occhio malconcio di Gianpaolo Bellini assomiglia terribilmente a quello immaginario della Dea di oggi, le parole misurate ma decise e semplici del terzino nerazzurro dovrebbero davvero animare ogni giocatore a disposizione di Mutti. Lo vedremo presto, Livorno e Cagliari sono dietro l’angolo.

Guarda qui il video dell’intervista.

Gianpaolo Bellini, quando le cose vanno male ci metti sempre la faccia..
Non credo di essere l’unico, la faccia ce la mettiamo tutti. Ogni domenica, ogni giorno durante gli allenamenti. E’ normale poi che chi ha più esperienza, più responsabilità all’interno del gruppo si faccia avanti, come portavoce della squadra in questa situazione.

Ne hai passate tante, rispetto ad altre volte come siamo messi?
La situazione è molto difficile, inutile negarlo. Abbiamo la fortuna, se così si può dire, che anche le altre squadre non fanno punti lasciando tutto aperto e rimediabile: altre volte in questo periodo saremmo stati già spacciati ma ora non è così. Continuiamo la corsa, anche se gli ultimi risultati non sono stati quelli che speravamo, pensavamo e cercavamo.

Serve un segnale, anche fortunato, che aiuti a cambiare rotta..
Serve l’episodio della svolta, non solo per la partita che magari stiamo giocando ma anche per il futuro del nostro campionato. E’ brutto parlare di queste cose, della fortuna o di altre cose simili ma stiamo dando il massimo e cerchiamo ogni volta di mettercela tutta: in queste condizioni non è facile a volta fare nemmeno le cose più semplici, la tensione fa brutti scherzi. Sicurezza e autostima in questo momento sono venute un po’ meno, parliamo di un episodio ma ci vogliono anche umiltà e sacrificio durante tutti gli allenamenti.

Per chi osserva, la sensazione è che qualcuno sia già rassegnato. Ci sbagliamo?
Non credo sia così, probabilmente è l’impressione che si può avere da fuori. Personalmente, mi è capitato poche volte di vivere le partite all’esterno e vi assicuro che le sensazioni sono completamente diverse. La verità è che quando scendi in campo, stai sul pareggio o addirittura sotto di un gol, vorresti spaccare il mondo poi però ci sono gli avversari e tante componenti che fanno andare la partita in un certo modo.

Il nervosismo che si respira è causato dalla foga o parte dall’inizio della stagione?
Capisco a cosa vi riferite, se parliamo di Doni devo dire che il suo nervosismo un po’ lo conosciamo. A parte gli episodi, pochi per la verità, in cui è andato oltre ed è stato punito credo che il resto del gruppo debba imparare: Cristiano è un esempio, la sua passione e il suo attaccamento alla maglia sono unici e tutti i compagni devono prenderne l’aspetto positivo e farlo proprio. Non credo che la stagione sia stato caratterizzato da eccessivo nervosismo, è il momento della squadra che fa vedere all’esterno le cose molto più grandi di quello che sono.

Senza due successi, il rischio di affondare è concreto..
Guardate, sono la persona sbagliata per parlare di tabelle o cose simili. Da quando gioco a calcio, le volte che ho provato a ragionare in questi termini è sempre accaduto il contrario. Bisogna mettersi ogni giorno nell’ottica di preparare le partite per vincerle perchè ogni gara, soprattutto in questo momento e nella nostra condizione, possono darci i tre punti. Con il Chievo abbiamo perso, a Milano lo stesso ma per me entrambe erano da vincere: lo stesso vale per il Livorno, per il Cagliari e per la trasferta di Torino. La condizione mentale, sempre, deve portarti a pensare di vincere. Ogni gara.

Cosa pensi del ritiro?
Ho già vissuto ritiri di questo tipo, anche più lunghi di una settimana. Il rischio è quello che si accumuli troppa tensione arrivando alla gara con una carica emotiva esagerata: mi è successo in passato, i risultati non sono poi arrivati. Viviamolo positivamente, con serenità avvicinandoci in modo giusto alle prossime due sfide: il gruppo è responsabile, saprà sfruttarlo bene.

NOTIZIARIO. Doppia seduta di allenamento mercoledì a Zingonia, dove la squadra rimarrà in ritiro fino a domenica. Al mattino il lavoro  è stato impostato su lavoro fisico e tattica. Al pomeriggio  si è proseguito con lavoro fisico  e esercizi sulla palla. Finale con partitella. Lavoro differenziato per Garics, Ceravolo, Zanetti, Tiribocchi e Bellini (problemi alla caviglia destra). Terapie per Talamonti. Giovedì pomeriggio amichevole con una formazione mista del settore giovanile.

Fabio Gennari

Sci, Morzenti-Ghilardi: sfida bergamasca al vertice della Fisi

Pietro PIller Cottrer festeggia con Giovanni Morzenti BERGAMO -- Sarà una sfida fra bergamaschi quella per la presidenza della Fisi, la Federazione ...

Scatta l’ora di Chevanton: abbiamo carattere, dobbiamo vincere

Ernesto Chevanton ZINGONIA -- Da lui, ci si aspettava di più. Qualcuno forse molto, altri magari meno ...