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Mutti difende Doni: è l’unico che ci mette gli attributi

Di Redazione16 marzo 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Il tecnico nerazzurro Bortolo Mutti

Il tecnico nerazzurro Bortolo Mutti

ZINGONIA — Bortolo Mutti non rinnega nulla. Le scelte, innanzitutto. Quel Tiribocchi esterno e Doni preferito a Valdes. E poi, parlando del capitano, il tecnico condanna le proteste esagerate ma lancia un messaggio preciso: Doni è l’unico che ci mette davvero gli attributi e i compagni dovrebbero seguirlo.

Nella conferenza stampa che apre la settimana forse più importante della stagione nerazzurra, l’allenatore dell’Atalanta commenta senza troppi giri di parole la situazione di classifica e le ultime vicissitudini: l’invito al gruppo, chiamato ad una grande reazione, è chiaro e diretto.

Potete ascoltare qui l’audio integrale della conferenza stampa. (download file zip, circa 12 Mb)

Mister, la matematica tiene vive ancore le speranze di salvezza..
Siamo lì e dobbiamo starci, assolutamente. Domenica abbiamo una partita importantissima, è un po’ ormai che continuiamo a ripeterlo ma la sfida al Livorno diventa fondamentale. La preparazione in questa settimana deve portarci ad affrontare i novanta minuti al meglio: senza un successo, anche il prosieguo del campionato diventa molto complicato. Sta a noi, solo a noi, creare i presupposti giusti anche e soprattutto dal punto di vista mentale per riuscire a vincere.

Il lavoro quindi è mentale più che fisico..
Sicuramente. A Parma abbiamo preso gol quando non stavamo facendo male, dopo due occasioni importanti subire l’1-0 è stato davvero pesante. Ci gira pure male, l’episodio ha premiato ancora una volta i nostri avversari: non pensiamoci troppo, cerchiamo di migliorare e di affrontare il Livorno nella giusta maniera. Sollecitiamo continuamente i ragazzi, devono credere davvero all’impresa e la cosa deve nascere da dentro senza essere solo di facciata: l’impegno non manca mai ma ci vuole la cattiveria giusta per rialzare la testa. Chi sarà chiamato in causa deve dare tutto, se qualcuno non è convinto meglio che si tiri fuori subito.

L’espulsione di Doni è stata decisiva: non è la prima volta che il capitano eccede…
A fine partita era molto amareggiato, prima dell’espulsione si era comportato bene dopo che anche in settimana ne avevamo parlato con la massima serenità e credo sia un ragazzo d’oro sia fuori che nello spogliatoio. In quel momento, dopo il gol e il fallo non fischiato a Padoin, ha perso la brocca: dal punto di vista mentale accusa molto la situazione, ha perso il controllo e ora dovrà stare fuori con la squadra che ne risentirà. E’ inutile stare tanto a menare il torrone (testuale, ndr), il primo a rendersi conto dello sbaglio è stato lui e la cosa peggiore è che siamo rimasti in dieci quando ancora si poteva rimediare.

Lei ha sempre dimostrato piena fiducia in lui, si sente tradito?
Non mi sento tradito. Sono dispiaciuto di questi episodi, non fanno bene a lui come nemmeno alla società. Conosco Cristiano, non ha fatto nulla con cattiveria: lui ha sbagliato e pagherà con tre giornate di squalifica. Devo dire anche, in tutta onestà, che è l’unico che ci mette gli attributi in certe situazioni. Adesso è arrivato il momento che tutti facciano come lui: è ciò che chiedo alla squadra, ci vuole quella cattiveria che il capitano a volte mette in eccesso ma che nei compagni non vedo. Ci sono momenti dove bisogna mettere cattiveria e agonismo, manchiamo molto sotto questo aspetto e si vede chiaramente: il suo carisma, la sua importanza è conosciuta da tutti ma deve essere anche un esempio positivo di generosità e attaccamento. Non me la sento di crocifiggerlo, ha bisogno di essere un po’ capito e tranquillizzato dopo aver dato tanto. Prendete il Parma, in area spesso giocavano molto con le trattenute e l’arbitro non ha mai preso posizione. Ti viene voglia di urlare la rabbia che hai dentro, se non lo fa Cristiano chi si prende la responsabilità di farlo? Chi si fa sentire?

Dopo la sconfitta, squadra in ritiro. Come è maturata la decisione?
E’ stata una scelta che abbiamo preso insieme alla società nell’immediato dopo gara al Tardini. Credo che in questo momento sia giusto rimanere sul posto di lavoro, con la testa rivolta solo all’obiettivo fino alla fine. Sicuramente è pesante, non c’è modo di evadere un po’ ma è ciò che si deve fare. Forse per i giocatori è un sacrificio, io lo dico tra virgolette perchè nessuno va in miniera, in carpenteria o per dieci ore in un altoforno: cerchiamo la totale applicazione mentale da parte di tutti.

Parlando della formazione vista a Parma, rifarebbe le stesse scelte?
Sì, credo che nonostante l’episodio che ci ha portato poi alla sconfitta stavamo facendo bene. O mi sbaglio? Tiribocchi schierato in quella posizione è normale che qualcosa non ha fatto bene, in appoggio nella linea mediana c’era Guarente impegnato al lavoro. Non abbiamo corso rischi grossi, ci è mancata la velocità nelle ripartenze e anche Valdes, dopo alcuni allenamenti a ritmo ridotto, volevo sfruttarlo a gara in corso.

Come sta Chevanton? Domenica senza Doni e Tiribocchi, davanti serve aiuto…
Aveva una visita in programma lunedì, adesso vediamo di capire come sta in prospettiva del Livorno. Vedremo se sarà disponibile, comunque è importante che adesso tutti devono capire che non si può giocare da soli senza pensare alla squadra.

NOTIZIARIO. Seduta pomeridiana al centro Bortolotti di Zingonia. Chevanton è tornato ad allenarsi con il gruppo, lavoro ridotto per Amoruso (fastidio alla caviglia sinistra), Doni, Barreto, Garics (fastidio al flessore destro) e Tiribocchi. Il giudice sportivo, come previsto, ha fermato Doni per 3 giornate dandogli anche una multa di 10.000 euro ma anche Capelli e Tiribocchi che sono stati ammoniti ed erano in diffida.

Dopo la serata di premiazioni in programma al Centro Congressi di Bergamo organizzata dal Club amici dell’Atalanta, il gruppo farà rientro a Zingonia dove mercoledì è in programma una doppia seduta.

Fabio Gennari

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