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Politica

Berlusconi: in piazza contro il sopruso delle liste escluse

Di Redazione10 marzo 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Silvio Berlusconi

Silvio Berlusconi

ROMA — Berlusconi ha intenzione di mobilitare le piazze. La vicenda delle liste sta avendo contraccolpi sulla credibilità del partito e il premier vuole riprendere in mano la situazione senza stare ad aspettare la conclusione di tutto l’iter giuridico amministrativo sulla riammissione delle liste escluse, in particolare quella del Pdl per la circoscrizione di Roma. E così l’idea balenata è quella di ricompattare il suo popolo, visto che oltretutto i sondaggi danno il gradimento del governo in calo.

Il Cavaliere ha convocato un vertice a Palazzo Grazioli martedì pomeriggio, confrontandosi con i coordinatori del partito e con la candidata Renata Polverini e il sindaco della Capitale, Gianni Alemanno. E al termine ha fatto sapere di volere riprendere l’iniziativa. Un dirigente del partito ha parlato di “fuochi artificiali in vista” e lo stesso capo del Pdl ha fatto annunciare una sua conferenza stampa per mercoledì mattina dalla sede del partito di via dell’Umiltà. Una sede politica, insomma, e non istituzionale.

In ogni caso è già stata annunciata una grande mobilitazione e con tutta probabilità sarà questo uno dei temi affrontati durante l’incontro con i cronisti .”Cari promotori della Libertà – ha detto lo stesso Berlusconi in un videomessaggio online -, presto vi darò appuntamento per una grande manifestazione nazionale per difendere il nostro diritto al voto e quindi la nostra democrazia e le nostra libertà”.

La mobilitazione sarebbe già in cantiere per il 20 marzo, forse in piazza San Giovanni. “Come sapete si è cercato di estrometterci dal voto per le regionali in Lombardia, nella città di Roma e nella sua provincia – spiega ancora il Cavaliere -. Vogliono impedire a milioni di persone di votare per il Popolo della Libertà. È un sopruso violento e inaccettabile, che in parte abbiamo respinto. A Milano, sia pure con un ritardo di una settimana, la nostra correttezza è stata pienamente riconosciuta. A Roma, invece, abbiamo subito una duplice ingiustizia». Il riferimento è sia alla mancata ammissione della lista, sia all’esito negativo del ricorso al Tar.

“Così -prosegue Berlusconi- le elezioni del 28 e 29 marzo ci vedono contrapposti a una sinistra che, invece di misurarsi democraticamente con il voto, scende in piazza seminando menzogne, invidia e odio”.

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