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Bergamo

Poste, mancano 50 addetti: uffici pronti allo sciopero

Di Redazione9 marzo 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Poste in grande difficoltà a Bergamo

Poste (e utenti) in grande difficoltà a Bergamo

BERGAMO — Sarà fissato per i primi giorni di aprile lo sciopero di tutti gli uffici postali della Lombardia. Lo hanno deciso Cgil, Cisl e Uil insieme a Confsal e Ugl, dopo il confronto con la direzione regionale che non ha dato i frutti sperati.

Il percorso della vertenza proseguirà in questi giorni con le assemblee nei luoghi di lavoro in tutti gli uffici e province lombarde. In ogni provincia verranno organizzate anche altre manifestazioni e dei sit-in per sensibilizzare l’opinione pubblica sulle attuali difficili condizioni operative degli uffici e dei servizi postali. A conclusione si terrà un attivo regionale di tutti i delegati e delle Rsu in preparazione dello sciopero generale.

Carenza negli organici di circa 400 unità alla sportelleria e operatori commerciali negli uffici postali; mancati investimenti in innovazione, in strutture, strumenti e mezzi; una formazione insufficiente che non mette il personale nelle migliori condizioni per offrire servizi di qualità. Queste sono le cause principali dei grossi disagi che si vivono in categoria, dei cittadini e delle imprese che si recano negli uffici postali della Lombardia per espletare i normali servizi. A questo vanno aggiunte le diffuse difficoltà in cui versano la logistica ed i servizi di recapito.

“Il settore degli uffici postali versa in una condizione di grande difficoltà anche per la carenza di personale – spiega Giuseppe Marinaccio, segretario generale della Slp Cisl Lombardia -. L’azienda riconosce le criticità ma lega la soluzione del problema, anche in modo strumentale, alla conclusione della trattativa sugli esuberi dichiarati nel recapito e nella logistica. Ma in attesa dell’esito del confronto nazionale, non è in grado di cedere personale al settore che è in carenza. Una situazione al limite del paradosso!”.

La proposta sindacale, in questa fase di transizione, è quella di procedere ai passaggi di personale dal recapito e dalla logistica agli uffici postali, e di conseguenza alle assunzioni di personale a tempo determinato per il recapito.

“Anche nella provincia di Bergamo – dice Gabriella Tancredi, segretario generale SLP CISL Bergamo – il problema della carenza di personale negli uffici postali sta assumendo livelli alquanto elevati, tali da compromettere l’efficienza e l’efficacia dei servizi offerti alla clientela”.

“A Bergamo la carenza ha superato le 50 unità, dopo gli esodi incentivanti (collocamento in pensione anticipata, con incentivo economico) di oltre 45 unità mai sostituite, nonostante gli accordi condivisi con la stessa azienda. Una situazione resa ancora più grave dal fatto che molti uffici, soprattutto nelle valli, hanno un unico impiegato che svolge anche mansioni di responsabile di ufficio, che non viene più sostituito ogni qualvolta, per diverse ragioni, si deve assentare dal servizio, con il risultato che alcuni piccoli paesi vengono lasciati senza alcun presidio”.

“Spesso l’azienda – continua Tancredi – decide di chiudere senza fare alcuna comunicazione preventiva alle autorità del territorio o comunicando la chiusura con un avviso dell’ultimo minuto, accampando ragioni tecnico organizzative non ulteriormente precisate, che dovrebbero essere chiaramente sostituite con due sole parole: carenza di personale. Una decisione che prima di ogni cosa danneggia l’intera collettività e il tessuto produttivo della nostra provincia”.

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