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Politica

Scotti Foglieni: non facciamo i “piacioni”, le donne fanno una gran fatica

Di Redazione8 marzo 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Carlo Scotti Foglieni

Carlo Scotti Foglieni

Oggi è l’8 marzo. Esistono tre modi diversi per festeggiarlo. In maniera ideologica, come fa la sinistra, che ne ignora il vero senso e “vende” retorica; recitando a soggetto come farebbe un conservatore monarchico; o sfruttando l’echeggiare della festa come palco di rilancio delle tematiche vere ed importanti per le donne. Ecco io penso di scegliere la terza via.

Sono sincero, non condivido ed è anni luce lontano da me questa tendenza commerciale e mercificatrice di trasformare una data del ricordo in una festa delle baccanti. Allo stesso modo mi tengo lontano dai rumori vuoti ed inutili dei comunisti con la loro ballata di ovvietà, capaci solo di rivendicazioni becere e ideologiche. Aggiungo che non mi troverete sul Sentierone, o nei locali a distribuire mimose, con fare piacionesco, per sentirmi dire “che carino, o che gentile” e  poi mortificare nel resto dell’anno il ruolo delle donne.

L’importanza che do al ruolo della donna lo testimonia la mia storia. Un dato per tutti: prima dell’ultimo congresso di Forza Italia su circa 150 coordinatori comunali solo 18 erano donne, di queste 15 (e io non sono il partito, ma solo una parte) erano con me al congresso. Quando sono stato segretario nazionale dei giovani dottori commercialisti in Lombardia la maggioranza dei presidenti provinciali erano colleghe.

Vi racconteranno un sacco di storie. Faranno un sacco di sorrisi e di discorsi burrosi. Ecco, io no. Perché non mi interessa. A me, operativamente parlando, il sesso di una persona non interessa per nulla. Mi interessa la sua qualità. E se la qualità c’è, se indossa la gonna, o è mamma, o nonna, piuttosto le vado incontro, ma non la lascio indietro.

Noi, l’Italia, la Lombardia, la provincia di Bergamo, potremo crescere davvero solo se saremo capaci di comprendere di quanta generosità sono capaci le donne. Conosco donne che si sono tenute in carico, dopo il divorzio, due o tre figli, e con mariti che scappavano, rincorrendo l’ennesima novità. Hanno fatto di tutto, comprese le pulizie nei condomini, per garantire ai loro figli l’istruzione necessaria. Conosco donne, che sono rimaste vedove, o sono madri o nonne, che cucinano per la famiglia e poi escono per la riunione politica, perché credono in quello che fanno. Conosco donne, che fanno sforzi che spesso mi spingono a pensare “ma chi te lo fa fare”. Conosco donne che si prendono cura dei propri genitori, mentre i fratelli fanno finta che non esistano, ma non per questo rinunciano all’impegno sociale e al volontariato.

Non me ne vorranno le altre. Immagino siano tutte meravigliose. Ma io ai party, ai circoli esclusivi non partecipo. Potrei ma non ne ho il tempo. Preferisco con estrema soddisfazione stringere la mano di una donna di ottanta anni con i calli e le rughe del tempo, che mi racconta della sua fatica, che dire cose inutili in un club esclusivo.

Spero mi perdonerete. Sono fatto così. Per me la festa della donna è una perdita di tempo, e al contempo un simbolo importante. Ma soprattutto una perdita di tempo. Per me, da sempre, gli uomini e le donne sono uguali. Solo che le donne fanno più fatica.

Carlo Scotti Foglieni
candidato regionali Pdl

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