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Politica

Show di Calderoli al convegno della Compagnia delle opere

Di Redazione8 marzo 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Roberto Calderoli

Roberto Calderoli

BERGAMO — Che il personaggio sia alquanto estroso non lo scopriamo oggi. Ma è stato un vero e proprio show quello del ministro bergamasco Roberto Calderoli questa sera al Centro congressi per un convegno sulla piccola e media impresa organizzato dalla Compagnia delle Opere.

Sostenuto dalla parte leghista della platea – per la cronaca il Centro congressi era pieno all’inverosimile, anche per la presenza di Roberto Formigoni – e davanti a un pubblico composto dalle più importanti figure cittadine (assente solo il sindaco Tentorio), il ministro ha snocciolato i numeri del suo mandato alla Semplificazione normativa.

Per farlo ha preso metaforicamente in mano una forbice e zac, “questo sono le leggi che abbiamo tagliato, le abbiano ridotte da 453mila a 10mila” ha esordito Calderoli. Poi è stata la volta delle banche a cui il ministro ha riservato diverse stoccate. Davanti al gotha bancario bergamasco (Zanetti, Zonca, Fratta Pasini e Mussari), Calderoli non ha lesinato critiche, per i grandi privilegi e i bonus dei banchieri e i piccoli sforzi fatti nei confronti dell’utenza. Calderoli ha citato i casi di Unicredit e Intesa San Paolo, che per gli interventi del governo sui giorni di valuta e il massimo scoperto sarebbe arrivati persino a minacciarlo.

Calderoli concorda sulla necessità di un patto fra banche, politica e imprese che consenta all’economia italiana di uscire dalle secche. Servono investimenti e capacità di costruire sviluppo sul territorio, quello bergamasco in particolare, concordano i banchieri. “Ma ognuno deve fare davvero la sua parte” ha sottolineato il ministro.

Poi c’è n’è anche per i ben noti “fannulloni” della pubblica amministrazione denunciati dal ministro Brunetta. Per Calderoli, non avevamo dubbi, il rimedio è uno solo: licenziarli. Sì, perché “questo Stato rischia il fallimento, la spesa pubblica è fuori controllo e l’unica soluzione è quella del federalismo fiscale” ha concluso fra gli applausi dei suoi il ministro leghista.

A chiudere il convegno, “moderato” da Carlo Vimercati, è stato il governatore della Lombardia Roberto Formigoni che – essendo in campagna elettorale – non ha potuto che rivendicare i meriti e i risultati finora raggiunti dalla Regione Lombardia e i denari a pioggia profusi per aiutare le aziende bergamasche in difficoltà, le infrastrutture e il turismo.

Infine, fra gli applausi generali, le immancabili promesse, indispensabili per lo sviluppo bergamasco: l’interconnessione Pedemontana-Brebemi, ovvero la cosiddetta autostrada Bergamo-Treviglio e il treno per Orio. Opere da qualche centinaio di milioni di euro. Indispensabili da fare per non perdere l’aggancio all’altro evento di inizio secolo per la Lombardia: l’Expo 2015.

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