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Bergamo

Turismo, Arnoldi: ecco le tre cose da fare subito

Di Redazione6 marzo 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Il presidente dell'osservatorio parlamentare sul turismo Gianantonio Arnoldi

Il presidente dell'osservatorio parlamentare sul turismo Gianantonio Arnoldi

BERGAMO — Il turismo, sostengono in molti, è uno dei punti per il rilancio di Bergamo. Nei mesi scorsi il sindaco Tentorio ha lanciato un “laboratorio delle idee” coordinato da Paolo Moretti con la collaborazione di Luigi Trigona, Carlo Spinetti e Guido Venturini. L’obiettivo era di elaborare proposte realizzabili per promuovere la nostra città. Ne sono scaturite quattro proposte: rilanciare la Bergamo sotterranea delle cannoniere; dare alla città maggiore visibilità in aeroporto grazie a tabelloni informativi; trasferire l’Ufficio del turismo all’Urban center; realizzare una card turistica che coinvolga le realtà del settore, i musei e Atb. Abbiamo chiesto un parere su questa iniziativa al presidente onorario dell’osservatorio parlamentare per il turismo, Gianantonio Arnoldi.
Arnoldi che ne pensa degli sforzi di Tentorio per rilanciare l’immagine di Bergamo?
Vedo con soddisfazione il coinvolgimento di quattro esperti autorevoli e notoriamente concreti come Moretti, Trigona, Spinetti e Venturini. Ma nessuno pensi che adesso tutto filerà per il verso giusto. Per rilanciare il turismo a Bergamo ed in Bergamasca serve maggiore responsabilità della politica.
Vuol dire che servono fatti?
Esatto, fatti non parole e saranno proprio i quattro autorevoli amici del “quartetto turismo Bg” a ribadircelo perché loro sono uomini d’impresa e non di fantasia. Ho conosciuto Venturini quando era direttore del Touring e so che non si limiterà a parlare di Iat o di potenziamento delle strutture informative. So quanto Trigona sia espressione di una classe dirigente mai doma e con la volontà di guardare sempre avanti come sta facendo alla Fiera di Bergamo. Spinetti e Moretti invece garantiranno quella managerialità, anche istituzionale, indispensabile perché una scommessa apparentemente persa possa tramutarsi in una opportunità.
Perché scommessa persa?
Perché tutti sappiamo cosa serve per lanciare il turismo in città. Lo sanno i partiti che hanno vinto le elezioni e quelli che le hanno perse. Sta scritto nei loro programmi. Si tratta di mantenere le promesse fatte e non disgiungere la promozione turistica cittadina da quella provinciale. Bene i quattro garanti che vigilino sulla realizzazione degli obbiettivi noti a tutti. Voglio però ribadire che, in tempi non sospetti, ho affermato che il futuro della Bergamasca per la riconversione di molte professionalità sarebbe stato il turismo e qualcuno mi guardava come un marziano.
Oggi no?
Vede, non si può pensare di riconvertire la grande industria bergamasca nel settore turistico. Ne si può illudere la nostra gente. Ma si può iniziare a vedere la potenzialità dello sviluppo turistico non come un elemento marginale ma essenziale e non in fase di recessione ma, di sviluppo.
Quali sono le chiavi di volta su cui i “quattro” dovranno vigilare?
Prima di tutto il collegamento tra l’aeroporto di Orio e la città con mezzi rapidi, moderni ed accattivanti. Poi la creazione di un ampio spazio da dedicare a giovani e turisti, alla ricreazione ed alla vita non solo diurna dentro quel luogo, che sembra fatto apposta, che è il palazzo dell’ex provveditorato, in Piazza della Libertà. E infine per la provincia e le nostre montagne, l’ammodernamento degli impianti da sci soprattutto quelli alla base dei monti. E non comprensori che non servono se alla base mancano impianti veloci che giustifichino un’escursione turistica anche di una giornata.
Dice poco…
Mi consenta una battuta: non si può parlare del sugo prima di avere a disposizione un buon piatto di pasta. Sono certo che i nostri esperti hanno ben chiaro quanto vado sostenendo e alcuni mi hanno fatto capire che condividono per filo e per segno ciò che affermo.
Ma le risorse per realizzare questo cambiamento ci sono?
In una provincia come la nostra non ci si deve porre questo problema. Si deve credere nei progetti e passare alla fase 2 e cioè quella dei fatti. A detta di tutte le forze di governo il collegamento tra la città ed Orio è prioritario e Tentorio sa benissimo, ripeto sa benissimo, che si può realizzare anche a costo quasi zero. Ma bisogna avere coraggio e non delegare le scelte a troppi tavoli normalmente fatti per creare problemi più che per risolverli.
Risistemare l’ex Provveditorato non è proprio un’operazione immediata…
La riconversione del palazzo del Provveditorato è una semplice operazione di project financing e, fin dai tempi in cui io ero in parlamento, la disponibilità dello Stato a metterlo a disposizione c’è sempre stata. Con la potenza della delegazione parlamentare bergamasca non credo debbano verificarsi intoppi. Per quanto riguarda l’ammodernamento, o meglio, la sostituzione degli attuali impianti di sci alla base delle stazioni turistiche invernali con impianti più veloci a sganciamento automatico. Si possono utilizzare le risorse che la Regione mette a disposizione, senza illuderci che siano molte, nonostante i proclami elettorali. Insieme alle risorse che il sistema bancario bergamasco deve mettere a disposizione, perché le nostre banche devono restituire un po’ di quella ricchezza prelevata anche dalle nostre valli nei momenti migliori.
Quindi qualcosa si può fare…
So che si potrebbe fare di più ma almeno questo facciamolo. Sono certo che Moretti, Venturini, Trigona e Spinetti non staranno a guardare. O meglio, non avendo bisogno di sedie da occupare o vedranno muoversi qualcosa in questa direzione o torneranno alle loro importanti attività.

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