iscrizionenewslettergif
Politica

Caos liste risolto da un decreto. Berlusconi: ridiamo il diritto di voto agli italiani

Di Redazione6 marzo 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Silvio Berlusconi

Silvio Berlusconi

ROMA — La vicenda delle liste annullate è arrivata a una conclusione. Calata dall’alto, ma era inevitabile. Ieri in tarda serata il consiglio dei ministri ha approvato il decreto interpretativo per risolvere il “nodo” delle liste rimaste escluse dalle regionali. Il via libera è arrivato attorno alle 21,40, circa due ore dopo rispetto l’ora fissata per l’inizio della seduta: un intervallo che è stato reso necessario per affinare il testo e renderlo compatibile con una valutazione positiva da parte del capo dello Stato.

Il presidente della Repubblica aveva infatti detto chiaramente di non essere disposto ad avallare un intervento d’urgenza di tipo innovativo. Ma secondo quanto annunciato in serata, si sarebbe reso disponibile ad esaminare un testo diverso. I tempi lunghi di inizio del Cdm sono dunque stati legati alla necessità di un confronto preventivo tra gli staff di Palazzo Chigi e della presidenza della Repubblica. In tarda serata, comunque il Colle ha dato il benestare al decreto così come formulato pocanzi dal Consiglio dei ministri.

In ogni caso, fanno sapere dal governo con una nota, il decreto “mira a consentire lo svolgimento regolare delle consultazioni elettorali regionali” e a garantire “coesione sociale”. Il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, ha spiegato che non è stata effettuata alcuna modifica alla legge elettorale e che “non c’è stata alcuna riapertura dei termini”. “Abbiamo dato un’interpretazione per consentire al Tar di dare applicazione alla legge in modo corretto”. Silvio Berlusconi, dal canto suo, ha commentato con soddisfazione “la collaborazione tra istituzioni”.

Sarebbero quattro i punti che compongono il decreto. La bozza di testo è ancora oggetto di contatti informali con il Colle per cercare di smussare a priori eventuali punti che potrebbero portare ad un veto da parte di Napolitano. Il testo del quale sono stati informati i ministri in vista del consiglio, prevede come primo punto che i termini di presentazione delle liste si basino anche sul fatto che con qualsiasi mezzo si dimostri la circostanza che si era presenti nel luogo di consegna nei termini stabiliti dalla legge. Il secondo punto prevede che la documentazione possa essere verificata anche in un secondo momento, per la parte che attiene ai timbri e alle vidimazioni. Il terzo prevede che al Tar possano ricorrere le liste non ammesse, mentre per le liste ammesse sulle quali è stato fatto ricorso ci si può rivolgere al tribunale amministrativo solo dopo il voto. Uno dei timori del Pdl era infatti che il Tar del Lazio facesse riferimento ad una pronuncia del Consiglio di Stato che prevede che non si possano esaminare ricorsi in materia elettorale nel mese che precede il voto. Infine, il decreto si applica già alle prossime Regionali.

Mazzoleni (Udc): bene le linee programmatiche ma resta qualche perplessità

Il capogruppo dell'Udc in consiglio comunale Giuseppe Mazzoleni BERGAMO -- Le linee programmatiche rese note nei giorni scorsi dalla Giunta Tentorio sono "soddisfacenti ...

Napolitano, messaggio su internet: non sostenibile l’esclusione del Pdl

Il messaggio del presidente della Repubblica sul sito ROMA -- Ha scelto internet il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per spiegare il delicato ...