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Politica

Retroscena: il Pdl pensa al “sacrificio” del Lazio per avere la Lombardia

Di Redazione5 marzo 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Silvio Berlusconi, Gianni Letta e Umberto Bossi

Silvio Berlusconi, Gianni Letta e Umberto Bossi

ROMA — Mentre i leader del centrodestra e del centrosinistra si confrontano a muso duro, mostrando i muscoli (l’ultimo in ordine di tempo Bersani, secondo cui il rinvio delle elezioni è impossibile), nella quinte i “porters” di entrambi gli schieramenti lavorano di gran lena per arrivare a una soluzione politica condivisa del pasticcio sulle liste regionali. Una soluzione politica – ha detto bene Calderoli e lo ha ribadito poco fa Bondi – che tradotta in soldoni significa qualcosa che accontenti entrambi gli schieramenti: centrodestra e Lega, centrosinistra e radicali.

Allora, quale sarebbe lo scenario attuale? Il premier per il momento avrebbe messo da parte l’ipotesi di un rinvio delle elezioni per decreto all’8 maggio prossimo, considerato un espediente estremo, da usare solo in caso non si arrivasse ad un accordo. Soluzione temporaneamente accantonata anche per la contrarietà del capo dello Stato che, dal canto suo, lo ha detto forte ieri sera, preferisce evitare una soluzione di forza e vede bene una risoluzione a mezza via, ovvero quella in cui ci guadagni anche il centrosinistra. E’ evidente che la posta in gioco è altissima e altissimo sarà il prezzo da pagare.

Ma siccome la politica è l’arte della mediazione, pare che il centrodestra, Lega compresa, abbia accettato di buon grado e stia esplorando la possibilità che il Tar riammetta Formigoni con un provvedimento di sospensiva che renda vana la sentenza della Corte d’appello. Nel qual caso, il centrosinistra e nella fattispecie i radicali potrebbero ricorrere al Consiglio di Stato allungando ulteriormente i tempi: ma non lo faranno, perché secondo quanto trapelato, l’accordo segreto fra i due schieramenti prevede che il centrodestra si disimpegni dalla campagna elettorale in Lazio e lasci via libera alla vittoria della Bonino.

In altre parole, il disegno politico architettato dalle menti pensanti del Pdl e della Lega, prevede il “sacrificio” della Polverini, ovvero una campagna elettorale meno spinta e una possibile sconfitta nel Lazio (dove peraltro la lista del Pdl è già stata affondata), in cambio di una vittoria praticamente certa in Lombardia.

A quel punto il centrosinistra e soprattutto i Radicali, autori del ricorso che ha scatenato tutto questo baillame, porterebbero la Bonino in Regione e otterrebbero quello che è il loro vero obiettivo. Il centrodestra intascherebbe la Lombardia.

Maggioranza e opposizione e rispettivi mediatori stanno lavorando su questo schema. Uno schema che, oltretutto, consentirebbe a Berlusconi di prendersi una grossa rivincita nei confronti di Gianfranco Fini e di Pieferdinando Casini, il primo sostenitore della Polverini nel Lazio, il secondo che assaporava già grandi numeri con Pezzotta in Lombardia.

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