iscrizionenewslettergif
Politica

Elezioni, il giurista: l’unica via d’uscita è un decreto di rinvio

Di Redazione4 marzo 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Si avvicina il decreto di rinvio delle elezioni

Si avvicina il decreto di rinvio delle elezioni

BERGAMO — A Roma, governo e opposizione stanno cercando una soluzione condivisa per risolvere il problema delle liste escluse, che sta creando un vulnus di democrazia al Paese. La questione è di importanza basilare per lo svolgimento di elezioni democratiche, ma estremamente complessa dal punto di vista giuridico. Abbiamo chiesto un parere a uno dei massimi esperti bergamaschi della materia, l’avvocato Alessandro Pagano.
Avvocato, il governo questa sera si riunirà in un consiglio dei ministri straordinario. All’ipotesi c’è uno slittamento delle elezioni per decreto. E’ plausibile dal punto di vista giuridico?
Beh, allo stato attuale delle cose, mi sembra una delle poche strade percorribili se non l’unica. Stabilire la data delle elezioni è una prerogativa del governo, e quindi lo potrebbe fare con un decreto. Certo dovrà essere motivato, ma mi pare che dal punto di vista politico qualche motivo questa volta ci sia. Vede, stiamo parlando di un materia al limite fra la politica pura e l’esercizio normativo.
Quanto alla riammissione delle liste escluse?
L’ammissione delle liste escluse può essere risolta solo dal giudice amministrativo. In questo momento ci sono dei ricorsi al Tar e dovremmo aspettare il pronunciamento del giudice amministrativo sulle diverse questioni. Non vedo altre soluzioni procedurali per la riammissione di quelle liste, se non quella della decisione del giudice amministrativo. Il governo dal canto suo ha il potere legittimo di fissare una nuova data delle elezioni e riaprire i termini di presentazione di nuove liste.
Supponiamo che il centrodestra non vada a votare. Introducendo un quorum, le elezioni salterebbero. Le sembra fattibile?
In questo momento non è previsto un quorum nelle legge elettorale che regola le elezioni amministrative e politiche. L’ordinamento lo prevede solamente per i referendum. Introdurre questa norma ex novo potrebbe prevedere una procedura di rilevanza costituzionale. Il quorum nei referendum è infatti incluso nella Costituzione. Introdurre un simile elemento nelle elezioni amministrative e politiche potrebbe voler dire seguire un percorso di legge costituzionale e non ordinaria. Con tempi normalmente molto lunghi.

LEGGI ANCHE
Arnoldi: l’unica soluzione possibile è una “leggina” sul quorum

Liste, Calderoli: stiamo valutando tutte le possibilità

Roberto Calderoli ROMA -- "Stiamo valutando tutte le possibilità percorribili". Lo ha detto poco fa il ministro ...

Pronto il decreto di rinvio delle elezioni all’8 maggio

Silvio Berlusconi updated ROMA -- La notizia arriva direttamente da Roma, da ambienti vicini al premier. Sul ...