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Mutti non si nasconde: Atalanta, serve un mese da urlo

Di Redazione3 marzo 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Bortolo Mutti

Bortolo Mutti

ZINGONIA — La squadra, l’ambiente, la considerazione mediatica. E’ un Bortolo Mutti a 360 gradi quello che si presenta nella sala stampa di Zingonia alla ripresa degli allenamenti e le sue parole, come sempre, sono pacate e tranquille ma decise. Inizia la settimana forse più importante da quando è tornato sulla panchina nerazzurra: “Lino da Trescore” lo sa e non si nasconde.

Bortolo Mutti, quella con l’Udinese è l’ultima spiaggia?
E’ una partita che sicuramente possiamo definire così. Abbiamo perso un’opportunità d’oro contro il Chievo, serviranno forza e carattere per fare una partita davvero importante contro i bianconeri. Nelle prossime quattro gare si racchiudono tutte le nostre aspettative, serve recuperare una media che si avvicini ai 38/40 per cui dobbiamo farne almeno 8 o 9: sono i punti necessari per continuare a crederci.

Ha rivisto la gara con il Milan? Dopo il rigore c’è stata poca reattività..
E’ difficile dare spiegazioni. Credo che l’Atalanta abbia fatto una partita perfetta fino a quando la deviazione di schiena da parte di Bianco ha liberato Pato al tiro sul secondo palo. Il Milan, una volta in vantaggio, ha potuto fare la sua gara: quando sul 2-1 è arrivato un rigore anche discutibile, non c’è stata la giusta reattività verso Borriello. Non cerco giustificazioni, solo ci tengo che vengano fatte considerazioni giuste ad un gruppo di ragazzi che ce l’hanno messa tutta.

Consigli sul primo gol di Pato non è sembrato impeccabile..
Il pallone è schizzato male, lui ha calciato bene ma è chiaro che si poteva fare anche qualcosa in più. E’ arrivato il gol, non mi rammarico molto per il portiere quanto per la deviazione fortuita di cui accennavo prima: fino al quel momento il Milan non aveva fatto nulla, eravamo schierati ed è cambiata la gara dopo un ottimo inizio. La nostra idea era tenere lontano l’avversario dalla nostra area, ci stavamo riuscendo ma purtroppo è andata: guardiamo avanti, facciamo tesoro degli errori e pensiamo all’Udinese.

Ripartendo magari dal primo spezzone di gara con il Milan?
Dovremo cavalcare quelle situazioni mentali, non abbiamo scelta. E’ auspicabile che la squadra riproponga un certo approccio, quando ci siamo riusciti abbiamo fatto bene mentre altre volte è andata male forse più di quanto davvero meritassimo. Non ce ne vanno bene molte, gli episodi ci condannano sempre: l’Udinese avrà giocatori veloci ma noi dovremo fare la gara.

Pensa ad una settimana diversa rispetto al Chievo? Il primo tempo non fu affatto buono..
Ci siamo arrivati bene, tempi di lavoro e tranquillità erano quelli giusti. Non serve ora caricare più del normale una partita che, devo confessarlo, i giocatori sentono già molto come del resto sono partecipi del momento delicato. Ogni settimana è dura, la classifica è brutta e i risultati non arrivano: le pressioni ci sono.

Un cambio di atteggiamento tattico? Più spregiudicatezza, visto che si gioca anche in casa?
Abbiamo alcuni elementi da valutare sotto l’aspetto fisico dopo la gara di domenica, a parte questo credo che l’Atalanta abbia una sua fisionomia e un’idea di calcio che la contraddistingue: non è facile cambiare sia sotto l’aspetto tecnico che tattico. Qualcosa in più dovremo fare, magari con due attaccanti esterni più propositivi per tenere bloccati i terzini, servirà anche mettere sotto i due centrali difensivi perché penso che si possa decidere lì la partita: a centrocampo e in difesa sarà necessario non sbagliare, è il nostro obiettivo di questa settimana per preparare la gara. Buttiamo il cuore oltre l’ostacolo e poi andiamo a riprenderlo.

Crede che siano sempre cinque le squadre coinvolte nella bagarre?
Il Siena ha fatto sette punti in tre gare, il Livorno sembrava salvo come la Lazio vincente a Parma: da qui alla fine ci sono i margini perché anche altri di vengano coinvolti. Per noi le possibilità di venirne fuori ci sono, essendo dietro ovviamente ci vorrà un grande sforzo.

Ci spiega meglio le dichiarazioni dopo la partita di San Siro? Quel “posso ancora parlare” ha fatto rumore..
Viviamo in un contesto di ruffianetti, si parla tanto della sudditanza arbitrale ma dal punto di vista mediatico esiste eccome. Ci sono persone disponibili e pronte a parlare, siamo una società seria con una realtà importante alle spalle che merita la stessa visibilità degli altri: appena arriva un allenatore diverso e più quotato fanno i furbi e ti mettono in disparte. Non mi sta bene, il gestore di questa situazione (Varriale, Stadio Sprint ndr) può essere chiunque ma non abbiamo paura di mandaglielo a dire: vogliamo rispetto e considerazione, quando ci siamo vogliamo venga rispettata la normale scaletta senza essere sempre messi in coda.

Il presidente del Livorno Spinelli ha detto che le piccole sono sempre penalizzate, è d’accordo?
Non voglio entrare in questa querelle, quando sei in sofferenza ti attacchi a tutto ma dobbiamo pensare che siamo in questa situazione non tanto per colpa di altri quanto per demeriti nostri. Allo stesso tempo, ribadisco che ci sono atteggiamenti sbagliati verso piccole realtà dal punto di vista mediatico: la moviola di altri la fanno vedere mille volte, alcune situazioni nostre come il rigore su Peluso nell’avvio della gara con il Chievo nemmeno viene considerato.

Ultimo appello: il pubblico sarà fondamentale per battere i friulani..
Dobbiamo mettercela tutta, una mano importante dai tifosi deve arrivare fino all’ultimo perchè noi faremo il massimo. La squadra onestamente credo che meriti l’appoggio, nessuno ha lesinato energie: dobbiamo provarci, tutti assieme.

Fabio Gennari

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